
Silenzio d’indifferenza o di gloria?
Il silenzio ha le sue voci, il suo ritratto. Si rimane in silenzio quando le parole sono troppo vuote per esprimere la bellezza di uno scenario, emotivo o visivo, si rimane in silenzio per ascoltare, meditare. Si può restare in silenzio dinanzi ad una meraviglia della creazione, nell'osservare la bellezza di un panorama, di un fiore, di una madre che mette alla luce il suo bambino, di un cielo terso o di una nuvola mattutina. Si può restare in silenzio dinanzi ad un lutto, si può tacere quando sono troppo grandi i pensieri che si vorrebbero esprimere o troppo forti le emozioni che si provano. Si può tacere per omertà o vigliaccheria.
Colui che è veramente “nato di nuovo” avrà nella sua vita un unico intenso desiderio, essere uno strumento valido nelle mani del Signore. “Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona.” (2°Tim. 2:21)
Chiunque è disposto a pagarne il prezzo, può diventare un prezioso strumento nelle mani di Dio, indipendentemente dalle doti naturali che possiede. Chi è dunque l’uomo di cui Dio si serve? Colui che nella vita ha un solo fine.
Se ci fermassimo a pensare, solo per un attimo, alle numerose cellule del nostro organismo e al modo in cui esse agiscono, rimarremmo meravigliati e sbalorditi.
Ma cosa succederebbe se per un giorno qualche organo interrompesse le sue funzioni? Il primo sintomo percepito sarebbe il dolore della parte in causa e, in seguito, la sofferenza dell’intero organismo. Non c’è macchina o impianto migliore del corpo umano, quando tutto funziona perfettamente. Allo stesso modo avviene anche al Corpo di Cristo, la Chiesa.
Oggi, tra i credenti, molto spesso, ricorre un concetto sbagliato, quello sul significato della parola “ministero”. Alcuni credono che servire il Singore significhi essenzialmente essere pastori o profeti. Tutto questo non fa altro che generare due convinzioni errate: la prima, una ingiusta “corsa al pulpito”, la seconda, escludere a priori il fatto che Dio potrebbe avere altri progetti. Vengono così a crearsi degli squilibri all’interno delle chiese locali e del Corpo di Cristo in generale.
Matt 19:27-29 “Allora Pietro, replicando, gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?» 28 E Gesù disse loro: «Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, anche voi, che mi avete seguito, sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. 29 E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna”.
Dio ci ha dato tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poterlo servire e vivere pienamente una vita esuberante. Tuttavia, molti dicono: "Ah, se solo avessi questo ... se solo le cose andassero diversamente, se avessi più tempo, più possibilità, più soldi, potrei servire meglio il Signore.", ignorando, in questo modo, ciò che Dio ha già messo in loro.