Giovedì, Novembre 23, 2017
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Domenica 22 Gennaio 2012 19:20

Essere avveduti

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi ,soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. Matteo 7:24-27.
Troppo spesso i neofiti, come anche molti credenti maturi nella fede, hanno una visione limitata o quanto meno distorta del cristianesimo. Si crede che divenire figli di Dio significa diventare degli automi, dei robot, che in un modo del tutto automatico e senza alcun senso seguono degli ordini o comandi impartiti dal nuovo credo; ma questa non è assolutamente l’idea che il Creatore ha della Sua creatura, quanto più di noi che siamo Suoi figli. Figli che sono costantemente alla presenza del Padre e senza la cui presenza non possono vivere perché è come l’aria che respirano.

Giovedì 19 Gennaio 2012 17:46

Rimprovero vivente

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”.  Matteo 5:13-16

I versi sopra menzionati delineano una delle tante parabole che Gesù pronunciò durante i Suoi tre anni di ministero. Ognuna di esse ha delle peculiarità e particolarità che possono dipendere dal luogo in cui Gesù si trovava, dalle persone con cui parlava, dall'insegnamento che Egli voleva trasferire. Quindi, ogni qual volta ci apprestiamo alla lettura di una parabola o di un insegnamento del Signore dobbiamo interagire con il testo non come un ente a sé stante ma come una lezione che è in stretta connessione con il contesto in cui si va ad inquadrare.

Sabato 14 Gennaio 2012 14:59

La chiamata di Gedeone

Gedeone è stato un “eroe” della fede, elencato dallo scrittore agli Ebrei al cap.11, al pari di altri illustri uomini. Egli non conosceva a fondo se stesso, proprio come tanti cristiani spesso non conoscono realmente il tesoro riposto da Dio nei loro vasi di terra. E' al v.15 che Gedeone afferma: “O mio Signore, come salverò Israele? Ecco la mia famiglia è la più debole di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre”. Gedeone  poteva sembrare umile in questa affermazione, ma questa non è la vera umiltà che procede da Dio, infatti egli non tenne in considerazione le parole rivoltegli da Dio stesso al v.14 “Non sono io che ti mando?” e al v.16 “Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo”. Meditando questi versi e le parole specifiche rivolte da Dio all'uomo (il privilegio della chiamata) ci viene da dichiarare che grande è la pazienza del Signore con l'uomo.

Gedeone, come molti cristiani all'inizio (e non solo) del loro cammino, posano lo sguardo su se stessi e non su Dio. L'epistola agli Ebrei cap.12 v.2 recita “tenendo gli occhi su Gesù autore e compitore della nostra fede”. La vera fede guarda a Dio e non confida nelle proprie capacità. “Poiché senza di me non potete fare nulla”, vi è scritto in Giovanni15:5.

Giovedì 12 Gennaio 2012 20:02

Scelte giuste ...

La voce in una pubblicità di una nota marca d’auto dice : <Sono le scelte che facciamo che dicono chi veramente siamo> . Dichiarando di essere pienamente d’accordo con questa affermazione, vorrei condividere con voi un pensiero tratto dal capitolo 19  del libro della Genesi  dall’Antico Testamento. La storia è quella di Lot, nipote del padre della fede Abraamo, in un periodo della sua vita successivo alla separazione da suo zio. Dopo aver letto attentamente il brano in questione, che per motivi di spazio non riporteremo, vogliamo trarne alcune considerazioni, da applicare individualmente alle nostre vite.

Non sempre  la prosperità economica o il successo di un progetto attestano che Dio abbia dato in relazione ad essi la Sua approvazione. Lot arrivò a ricoprire l’importante ruolo politico di anziano alle porte della città, guadagnò prestigio sociale e probabilmente consolidò la sua posizione economica, ma alla fine perse ogni cosa. Le sue attività economiche, così  come quelle  della sua famiglia, erano intimamente legate  alla vita della città, e pur rifiutando lo stile di vita dei sodomiti oramai condivideva con essi troppi interessi per non pagarne delle conseguenze nella sua vita spirituale.

Giovedì 12 Gennaio 2012 19:28

Come affrontare le prove

“Anche noi dunque, essendo circondati da una tale nuvola di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce, disprezzando il vituperio, e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Ora considerate colui che sopportò una tale opposizione contro di sé da parte dei peccatori, affinchè non vi stanchiate e veniate meno” (Ebrei 12:1-3). Il contesto storico di questo brano è molto importante al fine di comprendere l'intensità e il punto estremo di una prova verso cui Dio può spingere i propri figli, per testarne la fede. Secondo alcuni studiosi lo scrittore della lettera è incerto, benchè molti esegeti della Bibbia hanno tentato di dare delle proprie opinioni in base allo stile della scrittura; noi invece non ci azzarderemo a farlo, poiché lo Spirito Santo non ha ritenuto opportuno evidenziarlo.

Domenica 01 Gennaio 2012 23:28

Bilancio... con l'apostolo Paolo

Bilancio di fine anno con l’apostolo Paolo

Grazie a Dio siamo giunti alla fine di un altro anno e uno nuovo si presenta davanti a noi. Questo è per tutti un periodo in cui si tirano bilanci e si stilano propositi per il nuovo anno. Anche noi, attraverso la Parola di Dio, faremo il nostro bilancio di fine anno.

“12 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, 14 corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3.12-14)

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