Sabato, Novembre 18, 2017
Sabato 04 Dicembre 2010 14:29

Il Discepolato

Matt 19:27-29 “Allora Pietro, replicando, gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?» 28 E Gesù disse loro: «Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, anche voi, che mi avete seguito, sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. 29 E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna”.

Per la difficoltà sempre più grande di trovare veri discepoli, il discepolato nel tempo è divenuto un argomento molto discusso. Mi chiedo spesso il perché. Forse per l’esiguo numero di maestri esistenti oppure per la preferenza di molti ad essere maestri piuttosto che discepoli. Forse perché la chiesa attuale vive una realtà tiepida e materialista, legata al mondo, oppure perché il prezzo del discepolato è alto.

 

A tale domanda possono darsi centinaia di risposte, e tutte contenenti parti di verità, poiché ognuna giustifica la mancanza, o meglio dire la “carestia”, di veri discepoli. A questo punto è giusto chiedersi quale dovrebbe essere la reazione a questa mancanza. È possibile rimanere insensibile al problema pensando che siano tempi difficili e una realtà ormai diffusa? È giusto pensare che ci siano pochi maestri di esempio e per di più con i loro difetti?

Luca ci ricorda che Nessun discepolo è da più del suo maestro, anzi ogni discepolo ben addestrato sarà come il suo maestro

Tuttavia, prima di ricercare in altri le mancanze, facciamo dell’autocritica. Mettiamoci in discussione, chiediamoci “dove noi abbiamo fallito”.

La verità è che noi, ministri del vangelo, non predichiamo come Gesù. Come sentinelle non suoniamo abbastanza l’allarme al popolo per metterli in allerta dei pericoli della religiosità e del materialismo, anzi spesso focalizziamo l’attenzione più sul benessere delle pecore che sui diritti di Dio. Infatti molti dei messaggi predicati nelle chiese non trattano argomenti quali la croce, le sofferenze a causa dell’evangelo, il ravvedimento, l’odio per il peccato, la separazione del mondo, la santità, la purezza, la Signoria di Cristo, la Sua imminente venuta e la rinunzia, il principio fondamentale del discepolato.

In Luca 14:33 è scritto "Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo".

Se oggi un predicatore dicesse agli ascoltatori:”dobbiamo abbandonare tutto” sarebbe considerato, dalla maggioranza, un “estremista”, un esagerato. Inoltre si trova sempre chi sa più del predicatore, chi cerca di interpretare il messaggio con queste parole ”Ma sai il predicatore non voleva dire proprio quello. Oggi i tempi sono cambiati, il Signore non è poi così esigente”. Ma la verità è proprio il contrario, il Signore è molto esigente.

Lontano dal fare uno studio biblico sul discepolato, credo che tutti i credenti debbano conoscere le sette condizioni, chiare ed inequivocabili, del discepolato che William Mac Donald elenca nel libro “Il Vero Discepolo”.

1.  L’amore supremo per Cristo.

Luca 14:26 “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo;

2.  La completa rinunzia a se stessi.

Matteo16:24a “…Se uno vuol venire dietro a me (Se uno vuole essere mio discepolo) rinunzi a sé stesso …”;

3.  Una scelta cosciente della croce.

Matteo16:24b… prenda la sua croce ….”;

4.  Una vita che segue Cristo.

Matteo16:24c “… e mi segua”. Seguendo sui suoi passi, i sui suoi insegnamenti;

5.  Amore per i fratelli.

Giovanni 13:35 “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.” L’amore che porta a considerare gli altri più di stessi;

6.  Perseveranza nella Sua parola

Giovanni 8:31” …Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli”;

7.  Rinunciare a ogni cosa

Luca 14:33 “Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo”.

Il Signor Gesù, dunque, chiede qualcosa di molto preciso a quanti vogliono essere suoi discepoli.

Il cristianesimo richiede un impegno totale verso il Signor Gesù Cristo. Se ci sono uomini e donne disposti a farsi saltare in aria per un ideale nazionalistico o politico, o dei soldati che danno la propria vita per la Patria, mi chiedo come sia possibile  vivere un cristianesimo senza essere alcuna rinuncia. Solo un rapporto più significativo con Gesù Cristo ci permetterà di imitarLo.

Noi, suoi ministri e sentinelle, abbiamo la responsabilità di essere esempio a quanti verranno dopo di noi, alle anime affidateci che sono state acquistate col sangue di Gesù. I nostri “figli spirituali” ascoltano i nostri insegnamenti, ma ancor di più osservano i nostri comportamenti, quindi se gli predichiamo ciò che non vedono in noi, le nostre parole serviranno a nulla.

Mi voglio determinare a cercare di più il Signore, voglio essere un esempio per quanti Lui mi ha affidato. Voglio sforzarmi di fare un successivo passo in avanti e rinunciare a tutte quelle cose che non onorano il mio Signore. Voglio seguire le orme del Grande Maestro per somigliarGli sempre di più ed essere un “vero discepolo”, chissà che questo non generi altri “veri discepoli.”

Voglio lanciare una sfida ai miei fratelli. Siamo entrati da poco nel terzo millennio dell’era cristiana, saremo capaci di recuperare quanto abbiamo perduto? Rinunceremo alle nostre sicurezze e comodità per seguire Cristo per la via stretta? Predicheremo alle generazioni future il costo del discepolato, senza il timore che ci lascino?

Io ci proverò, m’impegnerò, mi determinerò!

Rinunzierò a tutto, per guadagnare Gesù Cristo.

 

Past. Antonio Romeo

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