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Blog La gravità del peccato
Martedì 30 Novembre 2010 05:09

La gravità del peccato

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Ma i figli d'Israele commisero una trasgressione circa le cose votate allo sterminio, perché Akan, figlio di Karmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerah, della tribù di Giuda, prese delle cose votate allo sterminio, e l'ira dell'Eterno si accese contro i figli d'Israele.

Il peccato prima o poi ci troverà

Spesse volte il raggiungimento di un successo facile diventa una “Missione impossibile”, a causa del nostro peccato. Capita però, che non ci si renda conto subito che la causa del mancato successo sia proprio il peccato, arrivando addirittura a pensare, illudendosi,  che nessuno si sia accorto del nostro errore.

La storia di Akan nel capitolo 7 di Giosuè ne è un esempio. La conquista di Canaan sarebbe continuata secondo i programmi, tutto sarebbe andato bene per Israele, se il peccato di Akan non si fosse rivelato un ostacolo.

Tutti qualche volta ci siamo trovati a lottare con il peccato. In quei momenti abbiamo pensato che fosse solo un nostro problema personale. Però, spesso il peccato ha conseguenze più vaste. Il testo di Giosuè 7:1 non dice “ Akan commise una trasgressione”; dice invece “I figli d’Israele commisero una trasgressione”. Il peccato di uno fu il peccato dell’intero popolo. Tutti persero la battaglia, e 36 uomini persero la vita a causa di quello che aveva fatto Akan.

Il fallimento richiede un’indagine accurata

Giosuè mette la questione davanti a Dio. Egli gli risponde di agire e cioè: le tribù dovranno essere investigate, dovranno purificarsi.  Così Akan viene scoperto, confessa e  subisce il giudizio di Dio.

Il peccato deve essere ripudiato in maniera drastica

Akan e i suoi familiari più stretti furono giustiziati.

Naturalmente il cristiano di oggi non giustizia il peccatore, e il modo in cui Akan fu ucciso non è assolutamente per noi un modello da seguire.

La lezione che il cristiano trae da questa storia è l’importanza di imparare quanto sia grave il peccato nella nostra vita. Esso può bloccare la nostra crescita spirituale, e può essere un mezzo per invalidare e infangare la testimonianza di tutta la chiesa ed esporre al giudizio di Dio sia noi sia la nostra famiglia. Il peccato deve essere eliminato drasticamente dalle nostre vite e dalle nostre chiese, non per mezzo di pietre o dal fuoco del giudizio, ma attraverso la “roccia” che è Cristo Gesù e il fuoco dello Spirito Santo. Questi due elementi manterranno sia la purezza personale sia della chiesa. Così saremo proiettati sempre più alla conquista delle anime per l’avanzamento del regno di Dio.

Dio ci benedica.

Past. Antonio Romeo

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 2010 11:30

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