Domenica, Novembre 19, 2017
Risorse Studi Biblici Dov'è e cos'è il cielo
Sabato 13 Novembre 2010 08:41

Dov'è e cos'è il cielo

In un giorno sereno e senza nuvole, alzando semplicemente lo sguardo, ognuno di noi può ammirare quella distesa di azzurro chiamata cielo. In una visione romantica, esso è definito “ il tetto della terra”.

Per un figlio di Dio, una persona che ha un’intima relazione con Lui, quel tetto blu si trasforma in un pensiero rasserenante!
Molto spesso si paragona il cielo a sensazioni piacevoli, come ad esempio il tornare a casa dopo un lungo viaggio, oppure al calore e al sollievo che si ritrovano tra le mura domestiche. Ridurre tale concetto a termini terreni è facile. Chi non ha provato il lieto benessere del ritorno alla propria “casa, dolce casa”? In termini terreni, appunto! Ma qual è il comune mortale che nel suo immaginario riesce a definire una tale celeste, benedetta realtà? Nessun quadro di artista, teologo o studioso biblico potranno mai descrivere “le cose che occhio non ha visto…e che Dio ha preparato per quelli che lo amano” (1 Corinzi 2:9), anche se ci è concesso di immaginare, seppur di riflesso, tali glorie divine “…come in uno specchio, in modo oscuro”, grazie a quanto ci rivela la Parola Eterna di Dio.
Tra le tante disquisizioni bibliche però, il tema circa “la residenza dei cristiani che muoiono nel Signore” non è tra i più esaminati. Perché? Non dovremmo avere un maggior interesse  verso quella che sarà la nostra residenza eterna?
Ci sono alcune nozioni generali riguardo al cielo, che non trovano nessun riscontro nella Parola di Dio, essendo tra l’altro un concetto che va oltre i limiti dell’umana immaginazione. Alcune teorie lo considerano semplicemente una sfera di vita, senza darne una precisa collocazione.
Cerchiamo dunque, di far luce sul suo significato attraverso quello che afferma la Bibbia. Cielo è un termine biblico. Innanzitutto, noi crediamo nella dottrina biblica, che descrive il cielo come un posto definito! Era la dimora di Cristo prima della sua incarnazione: “… perché sono disceso dal cielo…per fare la volontà di Colui che mi ha mandato” (Giovanni 6:38).
Era il posto a cui Gesù ascese dopo la sua resurrezione: “…si dipartì da loro e fu portato su nel cielo” (Luca 24:51b).
E’ il luogo della Gloria di Dio e dove Gesù siede alla destra del Padre: “…fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù stava alla destra di Dio” (Atti 7:55b).
Inoltre, è la dimora finale dei redenti in Cristo.
Quando Gesù era sulla Terra disse ai suoi discepoli: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vado a prepararvi un posto. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi” (Giovanni 14:2,3).
Gesù descrive il cielo come un luogo di molte dimore e molte stanze, il posto celeste dove desidera accogliere tutti i suoi. Accettare o rifiutare, in questa vita terrena, il sacrificio di Gesù sulla croce, ha conseguenze eterne. Ricordiamo che il Cielo è la destinazione definitiva, la dimora eterna, dove andranno a stare, dopo il giudizio finale di Dio, tutti quelli che riconoscono in Gesù il Salvatore della loro vita.
La Bibbia ci fornisce tre indicazioni di cielo:
il cielo atmosferico o aereo: dove volano gli uccelli: “Osservate gli uccelli del cielo…” (Matteo 6:26a);
il cielo siderale o stellare: dove si trovano le brillanti costellazioni: “Poiché le stelle del cielo e le loro costellazioni non faranno più brillare la loro luce…” (Isaia 13:10a);
il cielo celeste: dove risiede Cristo: “Cristo infatti, non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura delle cose vere, ma nel Cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi” (Ebrei 9:24).
I primi due concetti di cielo sono visibili agli occhi di qualunque essere umano!
La vista al terzo cielo, quello celeste si acquista aprendo gli occhi dello Spirito!
Con la salvezza, otteniamo il diritto di diventare cittadini del cielo, anche se abitiamo ancora sulla Terra. “La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signore Gesù Cristo” (Filippesi 3:20). La promessa fatta ai Filippesi, è rivolta  ancora a noi oggi e a tutti i santi che si aggiungeranno al Corpo di Cristo fino alla Sua venuta.
In questa Terra siamo stranieri e pellegrini: “Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l’anima” (1 Pietro 2:11). In un territorio governato ancora da satana, il principe di questo mondo, il cristiano ha solo un domicilio provvisorio, per questo non dev’esserne influenzato.
In cielo, un giorno, i credenti potranno offrire a Dio un culto degno della Sua Persona. Sulla Terra, a volte, la nostra adorazione non è molto apprezzabile. Quante volte si offre a Dio un culto pieno di ipocrisia, concentrato tutto su noi stessi!
Non conosciamo molto circa quella che sarà la nostra attività celeste, ma dal libro  dell’Apocalisse sappiamo che, finalmente, adoreremo il nostro Signore come Lui desidera.
“Degno sei, o Signore, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e sono state create”
(Apocalisse 4:11).
Che il nostro Dio ci aiuti ad avere chiaro il significato della Sua Parola, per essere consapevoli di dove stiamo andando, di qual è la giusta direzione da prendere per il viaggio della nostra vita.
Dio ci benedica

 

Pastore Antonio Romeo

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