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Blog Jonathan Edwards (Parte I)
Giovedì 04 Novembre 2010 09:29

Jonathan Edwards (Parte I)

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Negli ultimi anni ho avuto l'onore e il piacere di poter studiare la vita di Jonathan Edwards; è inutile dire che ciò ha edificato grandemente la mia vita.

Quest'uomo di Dio è vissuto 3 secoli fa, ma il suo esempio è molto attuale per la chiesa moderna. Aveva una visione di Dio estremamente elevata, la sua vita teocentrica e il suo ministero lo testimoniano. Ciò ha prodotto in me una crisi positiva e mi ha fatto comprendere con quanta superficialità viviamo noi cristiani moderni.
Studiare Edwards è stata un'esperienza ricca, una sfida continua, a tratti perfino umiliante, ma sempre edificante; le parole del suo diario sono semplicemente stupende e sublimi, una boccata d’aria satura di Dio in una società dove l’uomo è ripieno solo di sè. Edwards ha fatto davvero del bene alla mia vita!
Secondo il grande predicatore Martyn Lloyd Jones “Jonathan Edwards è il personaggio di maggior rilievo di fronte alla condizione del cristianesimo odierno” e, nonostante i difetti che egli abbia potuto avere, la sua vita è per noi un valido esempio di consacrazione.
Abbiamo bisogno di seguire ciò che scrisse l’autore dell’epistola agli ebrei: “Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede.” (Ebrei 13.7). Edwards è stato sicuramente uno di quei conduttori della Chiesa che ha annunciato fedelmente la parola di Dio e che merita di essere preso in considerazione.
Dunque, nei prossimi articoli tratterò alcuni aspetti della sua consacrazione, mentre in questo darò solo dei brevi cenni biografici che, ovviamente, non possono analizzare esaurientemente una vita estremamente ricca ed intensa, seppur breve.

 

 

Cenni Biografici.
Jonathan Edwards nacque a East Windsor nel New England nel 1703. In quel tempo il New England era una colonia inglese formata principalmente da puritani emigrati dall’Inghilterra. La famiglia Edwards era impegnata attivamente nel ministero da diverse generazioni, il padre era il pastore locale e il nonno materno, Solomon Stoddard, era considerato il più grande uomo di Dio dell’America coloniale.
Jonathan ricevette un'ottima educazione e, all’età di 12 anni, entrò nel nascente College del Connecticut che pochi anni dopo sarà conosciuto come il famoso college Yale.
Nel college Jonathan viveva una vita che ruotava completamente intorno alla religione: ogni studente doveva dedicarsi assiduamente allo studio delle Scritture e alla preghiera; tutti erano invitati a vivere una vita santa e di riverenza verso Dio. Nonostante ciò la sua vita spirituale fu influenzata dall'ambiente familiare più che dal college.
Terminato il college Edwards diede la sua vita a Dio; iniziò così all’età di 19 anni il ministero di predicatore a New York. Dopo un anno si trasferì nuovamente a Yale per svolgere il ruolo di precettore e vi rimase per tre anni.
Nel 1727 all’età di 24 anni Jonathan affiiancò il nonno Solomon Stoddard nel ministero pastorale, così si trasferì a Northampton.
Dopo due anni il nonno morì e Jonathan Edwards divenne pastore della chiesa di Northampton che servì per 23 anni.
Poco dopo l'arrivo a Northampton, Jonathan sposò Sarah, moglie esemplare nonché una grande donna di Dio, da cui ebbe 11 figli.
Durante il suo ministero a Northampton, Edwards fu grandemente usato da Dio. Nel 1734-1735 e 1740-1742, ricordati come gli anni del Grande Risveglio, sotto la potente predicazione di Edwards ed altri servi di Dio come George Whitefield, ci fu una grande effusione dello Spirito Santo in tutto il territorio del New England.
Nel 1750 i rapporti tra Jonathan Edwards e la chiesa di Northampton si chiusero a causa di una controversia sulla Cena del Signore, così dopo 23 anni Edwards venne licenziato dalla sua amata chiesa e iniziò una nuova fase della sua vita come missionario tra gli Indiani d’America a Stockbridge.
La vita a Stockbridge era molto tranquilla, e rappresentò per Edwards l’ambiente ideale per dedicarsi intensamente alla produzione di quelle che poi saranno le sue più grandi opere. Edwards ne fu così preso che, quando nel 1757 gli fu offerto di diventare preside di Princeton, non accettò l’incarico.
Infine, poco dopo ,su consiglio di alcuni cari amici e ministri accettò l’incarico, mantenuto solo per pochi mesi a causa della sua morte avvenuta il 22 marzo 1758 all’età di 54 anni. Le ultime parole rivolte agli amici presenti, “Confidate in Dio e non ci sarà bisogno di temere” ¹, ben rappresentano lo spirito che sempre lo animò: la consapevolezza che tutto era sotto il controllo sovrano di Dio e una grande fiducia nella sua bontà.
Seppure non molto lunga, la vita di Edwards fu però intensa, lasciando una grande eredità alla Chiesa.

¹ I.Murray, Jonathan Edwards, cit., p. 488.

Davide Varchetta

Ultima modifica Lunedì 15 Novembre 2010 08:51
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