Giovedì 06 Febbraio 2014 15:38

Affrontando i giganti: l'amarezza

Da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Ebrei 12:14-15

Il cuore umano talvolta tende a sviluppare il sentimento dell’amarezza per svariate circostanze, sia per le opinioni altrui sulla propria persona, per le azioni negative che si ripercuotono contro di noi, che per la sottrazione di qualcosa che fa parte del nostro patrimonio affettivo o materiale. Ma qualunque causa ne abbia determinato il suo sviluppo, l’apostolo Paolo nell’epistola agli Ebrei invita i credenti a stare in guardia dall’insorgere di qualsiasi radice di amarezza che possa contaminarli, lasciandoli privi della grazia divina (Eb 12:14-15). Solo sul sentiero del perdono si trova la strada giusta per abbattere il gigante dell’amarezza, che produce nefaste conseguenze in coloro che non lo vincono. Esso difatti devasta sia la vita spirituale, fisica che emotiva, fino ad indurire il cuore, rendendolo insensibile all’ascolto della Parola di Dio. Solo con il perdono (Mat 6:15), senza più alimentarlo con i ricordi, ma con l’aiuto della grazia divina si può vincere questo amaro sentimento. Un giorno Mosè gridò al Signore (Es 15:25), proprio quando il popolo dopo essere partito dal Mar Rosso si ritrovò a Mara senza poterne bere le acque dal sapore amaro. L’Eterno gli mostrò un legno che, gettato nelle acque, le trasformò in dolci. Solo al duro legno della croce troviamo la grazia abbondante che ci permettere di superare ogni amarezza, trasformandola piuttosto in sentimenti di amore, santità, misericordia.

 

Ultima modifica Giovedì 06 Febbraio 2014 16:01

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