Venerdì, Novembre 24, 2017
Blog Cerchiamo la Sua faccia
Sabato 16 Novembre 2013 10:19

Cerchiamo la Sua faccia

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“Il mio cuore mi dice da parte tua: Cercate la mia faccia. Io cerco la tua faccia, o Eterno” (Sal 27:8)

Questo verso esprime un desiderio struggente del cuore di Dio diretto verso i suoi figli. La chiesa oggi è troppo indaffarata a seguire i suoi programmi, attività e riunioni che, seppure legittime, spesso si riducono a puro formalismo, e viene così a mancare il vero fondamento della fede, ossia il cercare la Sua faccia, la Sua presenza vivente che infonde vita ad ogni cosa (Amos 5:6 “ Cercate l'Eterno e vivrete..”). Ciò rappresenta la prima cosa che un credente in Cristo Gesù dovrebbe ricercare: la Sua vita, la Sua guida, i Suoi pensieri, la Sua volontà, sviluppando così una dipendenza sempre più forte da Dio. Nessuna capacità umana, nessun talento, nessuna personalità è appropriata dinanzi al Signore se prima non impariamo questo principio tanto semplice quanto di difficile di applicazione.

Il verso in questione può essere suddiviso in due vere e proprie fasi: la prima, laddove il salmista afferma: “Il mio cuore mi dice da parte tua: Cercate la mia faccia”, viene presentata come una predicazione da parte di Dio, un invito dolce e amorevole che proviene dal Suo cuore stesso.  Davide udiva il suo cuore parlare da parte di Dio e poteva accettare o meno l'invito, essendo una questione di mera responsabilità personale, ma Davide rispose positivamente essendo un uomo di grande intimità con la Presenza di Dio. Egli comprese che senza il Signore nessuna promessa avrebbe trovato la sua realizzazione e neppure la sua vita stessa avrebbe potuto portare frutto alla gloria di Dio.

Oggi troppi affermano di conoscere Gesù, di aver avuto una reale esperienza con Lui, di essere stati liberati dalla tirannia del peccato mediante la potenza del Suo sangue e persino battezzati nello Spirito Santo ma il loro stile di vita è contraddicente, lontano dalla Sua volontà, dai Suoi pensieri e talvolta camminano persino da nemici della croce di Cristo con le loro opere offensive verso il Signore (Filippesi 3:18-20). In realtà ciò che viene vissuto nel primo incontro con Gesù è certamente sano e veritiero, ma rappresenta soltanto l'inizio di un esperienza che deve maturare con il tempo. Proprio come accadde ad Israele mentre fu gloriosamente liberato dal potere dell'Egitto, Dio ci porta  in un  deserto vasto e terribile in attesa della manna e dell'acqua dalla roccia, facendoci sviluppare così una maggiore dipendenza da Lui. Ma l'obiettivo centrale di Dio per Israele e per noi è quanto espresso nelle seguenti parole che troviamo in Esodo 19:4 “...io vi ho portato sulle ali d'aquila e vi ho condotto da me”.
Dio mostrò la sua potenza ad Israele, ma essi stessi erano angosciati ed   afflitti, disperati, perduti in una terra straniera, prefigurazione della nostra condizione nel mondo prima di conoscere l'amore di Dio e la voce dell'Eterno dal monte Sinai affermò questa verità sconvolgente. Siamo salvati perchè Dio brama la nostra compagnia e proprio come il Signore nel principio passeggiava con Adamo nel giardino, Egli ancora una volta rivolse ai Suoi figli un tale invito. Quelle di Dio però non rimasero solo parole, ma chiese al Suo popolo di adoperarsi per qualcosa di specifico. Infatti al monte della Sua Presenza responsabilizzò i Suoi redenti di prepararsi all'incontro. “Allora l'Eterno disse a Mosè: «Va dal popolo, santificalo oggi e domani, e fa che si lavano le vesti»” (Esodo 19:10).
La responsabilità d'Israele era di separarsi dal male, santificandosi e lavandosi le vesti (figura della condotta pura). Gli israeliti dovevano prepararsi nell'interiore dei loro cuori ad incontrarsi con Dio per udire la Sua voce, la Sua volontà, i Suoi pensieri. Così fu per Davide, che potè udire tale invito da parte del suo cuore solo perchè aveva preso coscienza del male presente attorno e dentro di lui, prendendo di conseguenza distanza e rigettando ciò che impediva di stare nella Presenza di Dio. Salmo 51:5: “ Ecco, io sono stato formato nell'iniquità e mia madre mi ha concepito nel peccato”.
Il terzo giorno Mosè fece da mediatore invitando il popolo così ad accostarsi a Dio, ma la loro reazione fu contraddicente, manifestando distanza alla vista della terrificante Presenza di Dio. Fuoco, tuoni, lampi e fumo erano visibili alla Sua discesa sul monte Horeb. Il popolo quindi affermò le seguenti parole contenute in Deuterenomio 5:25-27:« Or dunque, perchè dovremmo morire? Questo grande fuoco infatti ci consumerà; se continuiamo a udire ancora la voce dell'Eterno, il nostro Dio, noi moriremo.....Avvicinati tu!!».
Essi a tale vista decisero di mantenersi a distanza, preferendo che Mosè fosse il loro interlocutore, rifiutando e spezzando così il cuore di Dio....(v.30 “Va e di loro:Tornate alle vostre tende!”)
Un giorno triste per il Signore, forse ancora più del giorno in cui gli israeliti modellarono il vitello d'oro come rappresentazione dell'immagine di Dio. Esso fu semplicemente il frutto conseguenziale del loro rifiuto di avvicinarsi al Signore per ricevere cambiamento. Infatti accostarsi a Lui precludeva la manifestazione del peccato dei loro cuori. Più ci accosteremo a Dio, alla sua mirabile luce e alla sua purezza, più le tenebre dentro noi verranno palesate se saremo disposti ad essere cambiati. Quando vogliamo mantenere un rapporto a distanza come fu l'atteggiamento assunto da Israele, non affronteremo mai il peccato presente in noi, ameremo eccessivamente la nostra vita così da rifiutare il fuoco affinatore della Sua Presenza. In tal modo non riceviamo i Suoi pensieri, la Sua volontà, la Sua guida, ma piuttosto sviluppiamo una immagine sbagliata di Dio, vivendo il nostro Vangelo, quello basato sulle nostre idee, i nostri ragionamenti non rinnovati e soprattutto fatto dalla nostra fiducia in noi stessi, nei nostri metodi e programmi.
Tutto ciò che non nasce dalla Sua Presenza e dalla ricerca intensa del Suo volto e del Suo pensiero non durerà. I nostri ministeri, la nostra corale, le nostre evangelizzazioni, la nostra scuola domenicale, l'istruzione da impartire ai fanciulli sono parte di uno stesso puzzle. Un esempio tratto dalla scrittura in Atti 8 ci dà la chiarezza di quello che stiamo affermando. L'evangelista Luca pone in evidenza nel testo l'evangelizzazione, poichè esso è un comandamento preciso di Gesù. Talvolta ci ritroviamo a fare cose ed insistere su territori che lo Spirito Santo non ci chiede. Il cap. 8 infatti ci narra dell'evangelista e diacono della chiesa primitiva, ossia Filippo, che con il suo approdo a Samaria ebbe risultati notevoli portando risveglio e vere conversioni dalle tenebre alla luce, persone meravigliosamente liberate dai loro peccati, guarite dalle infermità, liberate dalle possessioni demoniache e riempite meravigliosamente di Spirito. In molti saremmo rimasti in quei luoghi scorgendo la benedizione di Dio e ci saremmo basati su ragionamenti umani basati sul presupposto che in fondo le anime salvate avrebbero dovuto ricevere istruzione per una sana crescita. Di conseguenza  non poteva Filippo allontanarsi da tale luogo visto il gran lavoro da fare. Ma tuttavia Lo Spirito indicò all'evangelista di muoversi e di andare in un luogo deserto dove vi era una semplice anima che cercava il Signore ed aveva bisogno di intendere la via della salvezza. Filippo potè ricevere istruzione da parte di un angelo semplicemente perchè era un uomo che cercava il volto di Dio! Non poggiava la fiducia su se stesso e sul suo modo di vedere le cose, ma piuttosto era sensibile alla voce di Dio, essendo un uomo di preghiera! E la potenza che lo accompagnava ne è una testimonianza schiacciante. Abbiamo lo stesso spirito noi? Chiediamo a Dio la sua volontà in ogni cosa? Uomini di una certa importanza lo fecero, i vari Mosè, Davide, Giosafat e persino Gesù erano sempre attratti dal ricercare il volto di Dio sviluppando così una dipendenza sempre più forte dal Signore. Cosa farai tu? Come Davide ascolterai il Suo appello, oppure come i figli d'Israele manterrai un rapporto a distanza, rifiutandoti di affrontare i tuoi peccati? Sii saggio e scegli la parte migliore....Dio ti benedica!

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