Lunedì 05 Agosto 2013 16:02

Religione "Low Cost"

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“Quanto a te, figlio d'uomo, i figli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; parlano l'uno con l'altro e ognuno con il suo fratello, e dicono: Venite, prego, ad ascoltare la Parola che proviene dal SIGNORE! Vengono da te come fa la folla; il mio popolo si siede davanti a te e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. Ecco, tu sei per loro come la canzone d'amore di uno che ha una bella voce e sa sonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica; ma quando la cosa avverrà, ed ecco che sta per avvenire, essi sapranno che in mezzo a loro c'è stato un profeta". (Ezechiele 33:30-33)

Una stessa Parola predicata a persone diverse produce risultati diversi secondo la disposizione del cuore degli ascoltatori. La ricchezza e la benedizione di una Parola predicata con franchezza e nella sana dottrina può trasformarsi in una Parola di giudizio laddove non trova un cuore aperto a riceverla. Questi uomini erano lieti di riunirsi nel nome del Signore, l’anima loro era gratificata dal predicatore, ma non erano disposti a metterla in pratica. Il cristianesimo cerca uomini disposti a lasciarsi trasformare nell’intimo dei loro cuori, a mettersi in discussione ed a ricevere di buon grado un nuovo carattere, una nuova mente e nuovi pensieri. Il pericolo in cui si può incorrere è proprio quello di divenire abitudinari, sconfinando in una mera religiosità. Salvaguardare le apparenze serve a poco, difatti l’attivismo religioso (presenza ai culti, opere di carità) senza che ci lasciamo lavorare dallo Spirito Santo non produce cambiamento, ma è pura ipocrisia.

“Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la Parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Ma mettete in pratica la Parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della Parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era”. (Giacomo 1:21-24)

 

I motivi per cui la Parola di Dio non penetra nei nostri cuori potrebbero essere ravvisati innanzitutto nella mancanza di fede circa la reale possibilità che il Signore cambi e trasformi le nostre vite. Un esempio in merito di incredulità si evince nel passo di seguito riportato (GV 9:32 “Da che mondo è mondo non s'è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato”). Altro motivo lo si scorge nella mancanza di volontà alla rinuncia, laddove invece l’ostinazione, l’orgoglio, l’egoismo insieme alla cupidigia hanno un valore maggiore rispetto al perseguimento della consacrazione.

(GER. 42:19-22 “O superstiti di Giuda! l'Eterno parla a voi: Non andate in Egitto! Sappiate bene che quest'oggi io v'ho premuniti. Voi ingannate voi stessi, a rischio della vostra vita; poiché m'avete mandato dall'Eterno, dal vostro Dio, dicendo: - Prega l'Eterno, il nostro Dio, per noi; e tutto quello che l'Eterno, il nostro Dio, dirà, faccelo sapere esattamente, e noi lo faremo. -

E io ve l'ho fatto sapere quest'oggi; ma voi non ubbidite alla voce dell'Eterno, del vostro Dio, né a nulla di quanto egli m'ha mandato a dirvi. Or dunque sappiate bene che voi morrete di spada, di fame e di peste, nel luogo dove desiderate andare per dimorarvi"). Altro motivo ancora risiede nel timore circa le conseguenze di un reale cambiamento in corso nella nostra vita. (GV 9:22 “Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de' Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga”). (MARCO 5:16-17 “E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all'indemoniato e il fatto de' porci.  Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini”).

Le conseguenze e i  pericoli in cui può incorrere l’uomo ostinato sono diverse, quali l’indurimento del cuore, diventare insensibili alla guida dello Spirito Santo, cecità spirituale, non saper più distinguere le cose sacre da quelle profane, condurre una vita disordinata ed essere vulnerabili agli attacchi esterni (prove e tentazioni). (PROV. 29:1 “L'uomo, il quale, essendo spesso ripreso, indura il suo collo, di subito sarà fiaccato, senza rimedio”).

 

Corriamo ai ripari!!! Se siamo stati refrattari all’opera dello Spirito Santo e della Parola riconosciamo la nostra mancanza, ritorniamo indietro da dove abbiamo deviato e ravvediamoci. La correzione del Signore ha sempre come unico scopo di recuperare chi si è smarrito e mai di schiacciarlo definitivamente. Offriamo dunque al Signore una buona disposizione d’animo al cambiamento e la fedeltà, onorando e mantenendo gli impegni assunti ( LUCA 9:62 “Ma Gesú gli disse: "Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio"), insieme alla disponibilità alla rinuncia (Mat 19:29 “E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna”).

"Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande". (Mat 7:24-27)

Ultima modifica Giovedì 31 Ottobre 2013 17:02