Domenica 04 Agosto 2013 16:34

Lo sguardo verso il regno.

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“Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" 28 Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio» Matteo 13.24-30.

La zizzania è definita in latino come “Lolium temulentum” che tradotto vuol dire loglio ubriacante. Essa è simile ad una pianta infestante fra le messi di grano. La pericolosità di questa pianta è ben nota fin dall’antichità per l’alto potere intossicante. Infatti il termine temulentum (ubriacante) è riferito agli effetti derivanti dall’ingestione di farine contaminate che provocano forti emicranie, vertigini, vomito ed oscuramento della vista.

Questi sono tutti effetti che si hanno per l’ingestione di questa pianta, ma facciamone un’applicazione spirituale: negligenza, superficialità, distogliere per un attimo lo sguardo dalle cose veramente importanti comporta degli effetti e delle conseguenze pericolose.

La cosa più tragica non sono tanto gli effetti a breve termine ma quelli a lungo termine: una volta seminata, la zizzania non può essere rimossa fino a che non arriva il tempo della mietitura, fino a quando non cresce ed è ben distinguibile dal grano.

E quindi accade l’irreparabile: “E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?”

E’ come se questi servi volessero attribuire la colpa al padrone come se gli si volesse imputare che la causa dei problemi nel campo di grano fosse il seme che egli aveva seminato.

Tutto ciò ci conduce ad una profonda riflessione: quante volte siamo poco onesti sia con noi stessi che con Dio? Stiamo lì a domandarci: “perché mi succede questo, perché mi accade quest’altro? Il perché è scritto chiaramente al verso 25: “Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò”. Questo assopimento ci porta a perdere l’obiettivo, ci porta a voltare lo sguardo verso altre cose.

Convinti e compunti dallo Spirito Santo possiamo dire: “Signore, perdonami, ho compreso i miei errori, perdonami, aiutami!” E il Signore viene e nella Sua infinita grazia ci perdona, raddrizza i nostri sentieri, ma la zizzania è ancora li e non viene rimossa! C’è da comprendere questo: il Signore perdona la nostra negligenza, Egli perdona la nostra distrazione, il nostro averLo accantonato, ma la zizzania non verrà estirpata, non verrà eliminata per il semplice motivo che ognuno di noi possa avere il privilegio di sperimentare ciò che l’apostolo Paolo sperimentò; in 2 Corinzi 12:9-10 infatti è scritto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.  Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte.”

Spesso ci domandiamo il perché di tante situazioni difficili intorno a noi, ci domandiamo perché Dio ci libera da alcune condizioni e perché da altre no, ci domandiamo perché a volte c’è il sole e perché a volte c’è tempesta, ci domandiamo in fondo perché la Chiesa, noi Suoi figli, siamo costretti a subire torti, ingiurie, persecuzioni, a pagare le conseguenze degli sbagli altrui. Se veramente Gesù è il Signore della nostra vita noi possiamo dire senza se e senza ma: “la Tua grazia ci basta!”

La Tua grazia ci basta perché anche se siamo deboli, anche se siamo sottoposti alle ingiurie, anche se saremo soggetti alle persecuzioni, o se ci saranno problemi a cui non possiamo dare una risposta: la Tua grazia ci basta! Perché la grazia di Dio ci rialza. Si è vero, oggi piove ma la grazia di Dio fa sperare che domani ci sarà il sole, oggi c’è tempesta ma se c’è Gesù sulla barca verrà sicuramente la bonaccia perché Egli calma la tempesta.

La Sua grazia ci basta perché ci fa rialzare il capo e ci fa guardare verso le cose di lassù, verso quella speranza eterna, verso quella dimora eterna, e come leggiamo al verso 43: “Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro”.

Ultima modifica Lunedì 05 Agosto 2013 16:22