Giovedì, Novembre 23, 2017
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Mercoledì 17 Aprile 2013 16:10

Una svolta personale

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“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all'apparire dell'alba; quando quest'uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la giuntura dell'anca, e la giuntura dell'anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. E l'uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l'alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!» L'altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Giacobbe». Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto». Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello rispose: «Perché chiedi il mio nome?» E lo benedisse lì. Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata». Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall'anca”  Genesi 34:24-31.

Nella Bibbia è detto di tanti uomini la cui vita ha subito un’inversione di marcia in specifiche o avverse circostanze, come Pietro dopo aver tradito Gesù, oppure Paolo sulla Via di Damasco. In particolare vogliamo meditare sulla storia di Giacobbe, il quale sperimentò in modo personale cosa volesse dire vivere un reale e profondo cambiamento, una trasformazione radicale della propria esistenza. Il nome Giacobbe significava soppiantatore-ingannatore, natura che in più di un’occasione ebbe modo di dimostrare, ricordiamo la primogenitura rubata a suo fratello Esaù, ed ancora l’abilità che ebbe quando, ritiratosi dallo zio Labano, riuscì ad incrementare a dismisura le nascite del gregge che lo zio promise di affidargli come lascito. Insomma, il nome scelto alla nascita rispecchiava bene il suo carattere. Questo è un principio ricorrente in tutto l’Antico Testamento. Se non hai ancora accettato Gesù la svolta per te si traduce in un qualcosa di molto semplice ma al tempo stesso immensamente importante: la nuova nascita, la salvezza e il ravvedimento dai peccati. Se invece ti reputi un cristiano, lavato e redento dal sangue di Cristo Gesù, c’è ancora qualcosa che devi fare: continuare nel processo di santificazione, e ritornare al primo amore se stai vivendo un momento di aridità spirituale. Tutti abbiamo bisogno di mettere in discussione la nostra vita e la nostra condizione, oggi e sempre, per abbandonare ciò che dentro di noi non onora e glorifica il Nome del Signore. Il cambiamento di Giacobbe avvenne in una notte, durante un combattimento. La notte non è un simbolo casuale, ma rappresenta la condizione negativa che ci caratterizza quando viviamo lontani da Dio, o quando siamo divenuti freddi per l’opera del Signore.
verso 24: se vogliamo vivere una svolta personale innanzitutto dobbiamo restare da soli con Dio, come rimase Giacobbe. E’ una questione tra noi e il Signore e nessun altro, se non Gesù, il nostro mediatore, e lo Spirito Santo che intercede per noi con sospiri ineffabili.
verso 25: quando ci predisponiamo per un cambiamento radicale, Dio è disposto ad aiutarci, perché da soli non possiamo fare nulla, ma ricordiamo che c’è un grande ostacolo, la nostra natura carnale. E’ infatti scritto che quell’uomo con il quale Giacobbe lottò non riuscì a vincerlo. Non significa che questo è impossibile a Dio, ma che la nostra natura si pone da ostacolo al processo di trasformazione. Ecco che Dio lavora su di essa per renderla debole. Credo che il Signore non toccò a caso l’anca di Giacobbe: essa rappresenta il baricentro del corpo umano, una zona che dà stabilità a tutto l’organismo. Quando Dio vuole operare deve spesso togliere tutto ciò che di materiale ed umano crea sicurezza intorno a noi, stabilità che però rimane umana e non spirituale.
verso 26: i continui fallimenti possono scoraggiarci. Giacobbe aveva commesso molti errori, e la paura che nutriva nei confronti di Esaù, con il quale si riconcilierà poco dopo, ne era un indicatore. Ma non dobbiamo permettere agli errori di frenare i nostri passi, ma credere, benché non vediamo, che Dio è pronto a intervenire in nostro soccorso. Benedetta determinazione di Giacobbe che comprese l’importanza del momento e non lasciò andare quell’uomo (figura di Gesù). Spesso il Signore ci mette alla prova per vedere se la nostra determinazione è tale da desiderare la Sua benedizione. Diceva il caro John Wesley: “prendete d’assalto il trono di Dio!” E così sia per ognuno di noi!
verso 27: se vogliamo sperimentare un cambiamento definitivo e duraturo dobbiamo però essere disposti a confessare la nostra identità, senza vergogna ma con uno spirito di pentimento. Se non siamo disposti a farlo Dio non può operare.
verso 28: Giacobbe fu cambiato da “ingannatore” a “colui che lotta con Dio”. Quando decidiamo di svoltare, Dio cambia completamente il nostro modo d’essere; se prima eravamo peccatori ora siamo redenti, se prima eravamo credenti assopiti ora siamo veri discepoli disposti a combattere.
verso 30: dopo una conversione profonda, possiamo ben dire di aver visto Dio faccia a faccia (Peniel). Giacobbe di lì a poco si riconcilierà con il fratello Esaù ed entrerà nella terra di Canaan, due grandi benedizioni che si adempirono solo dopo quella notte meravigliosa. Prima della benedizione predisponiamoci a dare una svolta alla nostra vita!

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