Domenica 10 Febbraio 2013 18:48

Dio è fedele

“Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere.” (1 Corinzi 10:13).
La fedeltà è uno degli attributi morali di Dio che lo contraddistinguono, come per esempio: “Dio è amore”, “Dio è buono”, “Dio è santo”, ecc.
Nel testo che leggiamo, la fedeltà è messa in relazione al rapporto che Lui ha nei confronti dei Suoi figli, in virtù di una promessa.
Egli non permetterà mai (al tentatore, il diavolo) che la tentazione vada al di là delle nostre forze.
Inoltre, dobbiamo tenere ben presente che non è, quindi, Dio a tentarci, anche perché è scritto: Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno.”(Giacomo 1:13).
Il verso di 1 Corinzi, comunque, mette in gioco tre cose: “ci sono delle tentazioni”, “Dio è fedele” e “la tentazione non andrà oltre le nostre forze”.
Infatti, il credente è sottoposto ogni giorno alle tentazioni, ma ciò non può e non deve scoraggiarci, poiché, appunto, “Dio è fedele”!


Egli è, quindi, degno di ogni fiducia, poiché le Sue parole e le Sue promesse non falliranno mai.
Possiamo provare la Sua fedeltà con la Parola stessa, che in tanti passi, dichiara che “Dio è fedele” (Leggi, per esempio, Esodo 34:6, Giosuè 23:14, 1 Corinzi 1:9 e 2 Timoteo 2:13).
Per quanto riguarda le nostre forze, noi possiamo valutarle in base alle esperienze vissute in passato. Possiamo dire che, ogni qualvolta, abbiamo confidato nelle nostre forze, nelle nostre capacità, nella nostra intelligenza, siamo caduti miseramente.
Ma il verso che stiamo analizzando, vuole essere per noi un insegnamento affinché possiamo prendere coscienza, e consapevolezza, del fatto che la nostra forza non può che trovarsi solamente nella “Fedeltà di Dio”.
Ora, immaginiamo una bilancia con due piatti. Su di un piatto ci sono le tentazioni, sull’altro le nostre forze, l’asse di ferro che manterrà in equilibrio i due piatti è, invece, la fedeltà di Dio.
Quindi, se ci affidiamo alle promesse di Dio e confidiamo in Lui sapendo che il nemico non può farci proprio niente, nonostante le sue tante tentazioni, allora saremo in grado di prendere la situazione in pugno e afferrare una delle armi che Dio ci dona, contro la tentazione: la preghiera.
“Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, certo lo spirito è pronto, ma la carne è debole.” (Marco 14:38).
Allora, il nemico non può fare altro che andare via, mettersi in fuga, proprio come fece nel deserto quando cercò di tentare Gesù.
La tentazione non è qualcosa che deve avvenire a tutti i costi, infatti in tanti si rassegnano a questo, assumendo un atteggiamento da sconfitti.
In realtà, noi possiamo anche esserne esentati, o meglio liberati, attraverso la PREGHIERA, come Gesù stesso insegnò ai suoi discepoli:
E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen.” (Matteo 6:13).

 

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