Venerdì 28 Dicembre 2012 12:06

Rimani ancorato ...

Valuta questo articolo
(2 voti)

Libro degli Atti, capitolo 27 - L’apostolo Paolo dopo aver affrontato varie avversità nella sua vita, incorso più volte in pericoli di morte e persecuzioni, si ritrovò ancora una volta nel mezzo di una tempesta violenta. I marinai a bordo, spaventati dall’imperversare di quella bufera, cercarono di ricorrere a degli espedienti umani, nella speranza che la sapienza umana li avrebbe scampati ad un sicuro naufragio. Ma su quella nave l’apostolo Paolo con la sua fede vera e genuina nell’Iddio Onnipotente riuscì a salvare il personale a bordo. Dopodichè i marinai gettarono quattro ancore.

Ogni cristiano, quale buon soldato di Cristo, deve restare ancorato a delle solida fondamenta nella sua vita, quali la preghiera, la comunione fraterna, la fedeltà ai principi Scritturali, ed infine alla speranza riposta nel suo cuore, nella fervida attesa che quanto promesso dal Signore si realizzerà. Solo pregando si spezzano le catene e le angosce ancora presenti in noi, per poi restare uniti in una partecipata comunione fraterna, per evitare nell’isolamento personale di diventare preda di feroci attacchi nemici. Nella tempesta bisogna restare fermi e fedeli alla Parola di Dio, senza venir meno agli impegni assunti, dimostrando una fede incrollabile in Colui che solo può liberarci da ogni avversità, conservando la fede nel cuore, che è piena certezza di cose che si sperano (Eb 11). Quando ormai a bordo di quella nave si era persa ogni speranza, quando la notte era al culmine della sua oscurità, spuntò una gloriosa aurora di salvezza.

 

Ultima modifica Venerdì 28 Dicembre 2012 12:17