Domenica 23 Dicembre 2012 21:42

La Purificazione del Tempio

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“Permetti a Gesù di purificare il Suo Tempio dal peccato”
(Matteo 21:12-17)

La meditazione di quest'oggi è rivolta a tutti i cristiani redenti dal sangue di Gesù e non solo. C'è un'urgenza, una condizione, un obbligo a cui non possiamo sottrarci, poiché il tempo della Sua venuta è vicino, imminente, ed Egli verrà solo per una chiesa santa, irreprensibile, senza macchia né ruga. A noi la responsabilità di farci correggere dalla Sua mano paterna, affinchè saremo partecipi della Sua santità (Ebrei 12:10).

Il testo che tratteremo presenta una raccapricciante scena pubblica di Gesù nel Tempio di Dio dopo il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, ove dopo pochi giorni gli Osanna delle folle si sarebbero tramutati in “Crocifiggilo”!
Quanto è fragile l'amore dell'umanità verso Gesù, tanto superficiale quanto “una nuvola mattutina, come la rugiada che al mattino presto scompare” (Osea 6:4).

Gesù entro nel Tempio non certo per ricevere l'onore e il rispetto degli uomini, bensì per continuare la missione divina, adempiendo la volontà del Padre ad ogni costo. Quello che è considerato da alcuni critici e studiosi della Bibbia come un'insubordinazione ed una rabbia anomala da parte di Gesù, noi crediamo che fosse solo ed esclusivamente la passione, lo zelo manifestato per la casa di Dio. (Vedi Giovanni 2:17 in occasione della prima purificazione del Tempio). Gesù era completamente assorto dalla gelosia (intesa come positiva) per la santità di Dio, e d'altronde l'azione del Signore rappresenta simbolicamente il ministero terreno dello Spirito Santo che cerca di operare nei credenti, preparandoli per il cielo (Giacomo 4:5). Con il Suo gesto Gesù manifestò la chiusura totale e finale a tutto il sistema religioso giudaico e quindi ad Israele stesso, che non aveva riconosciuto in Lui il Messia mandato da Dio, aprendo di  fatto la salvezza alle nazioni gentili.


Il suo ingresso al Tempio ci porta ad approfondire proprio il significato dello stesso per Israele e per Dio. Esso era il luogo dove veniva invocato il nome di Dio, un luogo di sacrifici ed orazione che rappresentava a quei tempi il culto gradito al Signore. Negli anni precedenti al racconto fu costituito il primo Tempio per mezzo del proposito di Davide Re d'Israele (2 Samuele 7), ma costruito successivamente da suo figlio Salomone a motivo del sangue versato in guerra dal padre. Distrutto e saccheggiato dai babilonesi quando tutto Israele andò in cattività per la sua disubbidienza a Dio, fu poi ricostruito una seconda volta dopo l'editto del Re di Persia Ciro, (Esdra 1) sotto il ministero sacerdotale di Zorobabele e restaurato anni dopo da Erode sotto il dominio dell'impero romano, per accattivarsi le grazie dei giudei che erano numerosi e forti a differenza dell'impero romano, che in quella parte del territorio presentava pochi soldati. Pertanto simbolicamente per Israele una struttura del genere rappresentava il vanto di una nazione, l'orgoglio della stessa. Fatto curioso ed  interessante è che, sia la prima costruzione che la seconda ebbero luogo sul monte Moriah, luogo dove avvenne il sacrificio d'Isacco, poi provveduto da Dio, e luogo dove il Re Davide offrì olocausti a motivo della peste in Israele. Ma mentre prima era un luogo fatto di pietre, oggi i redenti del Signore sono essi stessi il Tempio di Dio, in qualità di pietre viventi, rappresentando la terza costruzione del Tempio dopo la distruzione avvenuta all'incirca il 70 d.c. per mezzo di Tito. Anche quest'ultima ha una similitudine con le altre due costruzioni. Infatti Gesù faceva riferimento alla costruzione del terzo Tempio sempre mediante un sacrificio, “Distruggete questo Tempio e io lo ricostruirò in tre giorni”.

Dunque il sacrificio è il principio della dimora di Dio, non vi può essere Vangelo senza croce, non vi può essere  benedizione senza rinunzia. “Radunate attorno a me i miei santi, quelli che hanno fatto con me un patto mediante il sacrificio” (Salmo 50:5). Il termine sacrificio nella nostra società attuale denota un senso di pesantezza, di costrizione, ma nel linguaggio italiano e biblico ha tutt'altro significato. Esso è un atto volontario di arresa della propria vita al cospetto di Dio! Un gesto d'amore quindi e non un peso schiacciante dell'anima.


Ritornando al testo, dalla scena che ci viene presentata nel Tempio risulta evidente che Gesù affrontò con forza il peccato, scacciando i mercanti e i cambiavalute e le loro masserizie. L'edificio a cui Dio aveva dato il Suo assenso, presto sarebbe divenuto “un covo di ladroni”. Un'imprecazione forte del Maestro, che rimarcava le parole del profeta Geremia ai tempi della deportazione di Giuda in Babilonia. La costruzione d'Israele era fondata quindi sull'impurità e benchè fossero la nazione eletta, la nazione santa e avessero addirittura il sacerdozio, questo non rappresentava il simbolo dell'approvazione divina. Oggi, nel tempo della grazia, noi che siamo la dimora vivente di Dio in terra, nonostante gli enormi privilegi che abbiamo riscontrato in Cristo dovremmo badare bene a come costruiamo, prendendo come monito l'esempio di Israele. Era così completamente illuso il popolo eletto da proclamare con arroganza ed impurità nel proprio tempio “Siamo salvi!” (Geremia 7:10). Non v'ingannate, Dio non si può beffare; perché ciò che l'uomo semina, quello pure raccoglierà!


Il peccato era la vera rovina della stessa nazione e di conseguenza il peccato nel cristiano rappresenta la rovina per la sua vita fisica e spirituale. La Bibbia afferma che “Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perchè il tempio di Dio, che siete voi, è santo!” (Corinzi 3:17). Facciamo attenzione che nella nostra vita spirituale non vengano a mancare gli standard di santità che il Signore richiede dalla Sua chiesa, standard che sono possibili solo per mezzo dell'aiuto dello Spirito Santo in noi. La grazia sovrana accompagnerà sempre il credente che realmente desidera di piacere al Signore facendo divenire tutto più semplice, d'altronde l'evangelista Giovanni dice che “I Suoi comandamenti non sono gravosi” (1Giovanni 5:3)!
Il peccato è come un cancro che rode le nostre vite a poco a poco, difatti un credente che  mostra tolleranza verso un vizio definito da lui stesso “piccolo”, sarà presto schiavo di peccati più grandi. Certi credenti usano classificare gli stessi e ciò rappresenta la poca chiarezza che un redento dal Signore ha della morte di Gesù in croce e del costo che ha dovuto patire per ogni singola azione di disubbidienza. I piccoli peccati sono proprio come quelle piccole volpi che guastano le vigne mentre il frutto sta per sbocciare (Cantico dei cantici 2:15). Possono rappresentare le passioni, le cattive abitudini che occupano il nostro prezioso tempo speso in maniera vana, ed anche la mancanza di temperanza sul nostro corpo potrebbe costituire la piccola volpe da acciuffare. Afferriamo quindi le piccole volpi, sbarazziamocene con l'aiuto di Dio. Chi si ostina rifiutandosi di abbandonare questo “piccolo” vizio, non produrrà alcun frutto proprio perchè mentre vive le sue “gloriose” giornate nel cielo, di lì a poco sprofonda nell'inferno senza avere stabilità nella propria vita spirituale. Il peccato seduce, inganna facendo credere ciò che non può dare, infatti sovente si sente spesso  tra credenti “ravveduti” che mentre nel passato facevano abuso di un tale peccato, oggi ne hanno ridotto la quantità, oh che illusione! Non voglio credere che Gesù ci libera in parte, così non sia!

Il peccato è fedele nella sua ricompensa, dando per certo la morte spirituale ma in alcuni casi anche fisica, se si persiste in esso. Il peccato macchia la propria vita in modo indelebile, infatti potresti essere un uomo di rispetto, un professionista, persino un'autorità, ma quando hai a che fare con una “caduta” grossolana questo farà si che le persone ti guardino in modo diverso, benchè tu possa essere ritornato ad essere sobrio e retto. Il ricordo rimarrà, inducendole a perdere credibilità nella tua persona. Il peccato ferisce il cuore di Dio, difatti quando agli inizi il genere umano si corruppe in modo veloce, “Dio se ne addolorò in cuor suo” (Genesi 6:6). Il peccato da poco valore al sangue di Gesù profanandolo. Ciò che per il Signore è considerato prezioso, per noi deve esserlo altrettanto. Il peccato distrugge intere famiglie, rallenta il piano di Dio per la chiesa locale e non ci da un ascolto continuo della voce di Dio per ricevere rivelazione dall'alto. I cieli sono chiusi, sembrano di rame, ma ciò che più dovrebbe far preoccupare è che il “nostro tempio” potrebbe essere trovato proprio come quello a Gerusalemme, dove Gesù proclamò un giudizio sull'intera nazione.

Ma oggi che siamo nel tempo della misericordia, prima che sopraggiunga come un ladro di notte il giorno del Signore porta la tua condizione davanti alla croce, davanti a Gesù (v.14) vennero ciechi e zoppi, ed Egli li guarì. (Ebrei 12:12-13) ... “Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinchè ciò che è zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato”. Gridiamo a Gesù, invochiamo la potenza del Suo sangue, le catene e i ceppi saranno distrutti dalla potenza della croce.
“Certamente colui che non ha risparmiato suo Figlio non ci donerà tutte le cose con lui?” (Romani 8:32). Gesù ritorna, tu stai permettendo a Dio di ripulire il Suo Tempio?

 

Ultima modifica Domenica 23 Dicembre 2012 21:51