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Blog Costruire la Nostra Casa
Giovedì 13 Dicembre 2012 22:32

Costruire la Nostra Casa

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La preghiera nello spirito

Ringrazio il mio Dio che mi ha concesso l'opportunità di condividere con il Suo popolo la multiforme sapienza e di rivelare le profondità della Sua Parola alla Sua amata Chiesa, affinchè giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio. “Poichè l'Eterno da' la sapienza; dalla sua bocca procedono la conoscenza e l'intendimento” (Pr 2:6).
La vera preghiera nello Spirito purtroppo è una delle lacune del popolo odierno del nostro Signore Gesù, innanzitutto perchè le nuove “leve” non conoscono o non apprezzano la comunione personale con il nostro Amato, secondariamente quelle anime desiderose di attingere dalla fonte di vita che è Dio, trovano non poche difficoltà nel praticarla, essendo un cammino in salita e pieno di ostacoli. Per questo ai primi problemi abbandonano questa strada senza possedere più quella insistenza e perseveranza richieste dal Signore.

La preghiera è innanzitutto un incontro, infatti dobbiamo assicurarci prima delle nostre normali richieste di essere con Gesù, di bramare ed ardere per la Sua Presenza. Secondariamente possiamo attestare che é una disciplina alla quale abituare il nostro corpo, praticandola sia con il dovuto tempo che qualità. Iddio però non ci ha lasciati soli, ma ci ha fornito un aiuto, quale e' lo Spirito Santo. Vediamo questa illustrazione nel vangelo di San Luca cap. 11 verso 1, dove i discepoli chiedono al Maestro di insegnare loro a pregare. Gesù fornisce  le linee guida con il Padre nostro, terminando il suo discorso in Luca 11:13, menzionando il dono dello Spirito Santo che è l'unico che ci mette in grado di poter offrire il nostro incenso profumato in modo puro e gradito a Dio. In  Romani 8:26 vi è scritto che “non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene; ma lo Spirito Santo prende il ruolo d'intercessore al nostro posto”, il che significa che quando lo lasciamo operare in noi non solo ammettiamo la nostra incapacità nel farlo, ma altresì riconosciamo la nostra crocifissione della vecchia sorgente dell'anima con le sue facoltà. Un aspetto di preghiera nello Spirito è sicuramente il linguaggio o glossolalia conferito dal battesimo di potenza. 1 Corinzi 14:14 recita che “se io prego in altra lingua, il mio spirito ben prega”, pertanto ogni qual volta nella Bibbia è evidenziato il pregare nello Spirito allude anche a questo tipo di linguaggio. Analizzando il testo, possiamo scovare delle verità importanti e profonde. Infatti quando parliamo in altre lingue edifichiamo noi stessi, il termine greco tradotto con “edifica” è oikodomeo. La definizione pura di questa parola è “costruire una casa”. E' interessante in quanto il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo. L'apostolo Paolo afferma: “Voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio” (1Corinzi 3:9). Siamo la sua casa, pertanto quando preghiamo nello Spirito ampliamo la nostra dimora per lo Spirito Santo, ossia gli diamo più spazio da occupare. Ovviamente non in senso fisico, ma in senso figurato. Pregando in altre lingue accresciamo la nostra capacità di contenere la Sua presenza e la Sua potenza nella nostra vita. Badiamo a come costruire sul fondamento che è Cristo Gesù!1 Corinzi 14:2 recita che “parliamo a Dio proferendo misteri”, dall'originale greco è tradotto musterion. Esso non denota il misterioso, ma qualcosa che esula dalla capacità di apprendimento dell'uomo naturale, qualcosa che si può conoscere soltanto per rivelazione divina e viene fatta conoscere soltanto a coloro che sono illuminati dal Suo Spirito. Il significato comune di mistero implica una conoscenza nascosta, ma per la Bibbia si tratta di una verità rivelata. Ecco, dunque, uno dei tanti benefici della preghiera in altre lingue. In Atti 2 vediamo un altro aspetto di questo tipo di preghiera, cioè che le lingue magnificano Dio. Molti potrebbero dire che quando provano a pregare in altre lingue non comprendono nulla di ciò che viene detto. In effetti la Scrittura ci autorizza a richiedere l'interpretazione (1Corinzi 14:13) ed anche se questa non viene fatta conoscere al nostro intelletto dobbiamo avere la consapevolezza che chi ha creato le lingue ed i vari dialetti nel mondo donando a ciascuno di essi un significato (1Corinzi 14:10), ha dato al linguaggio celeste il suo significato contenuto nei vocaboli, nella dialettica e tonica. Se questo non lo scorgiamo nella nostra vita di preghiera è proprio perche' viene esercitato poco e male. Immaginiamo un bambino che inizialmente saprà dire solo mamma oppure papà, ma che con l'esercizio costante della parola e la conoscenza di nuovi termini amplierà la sua capacità nel parlare, allo stesso modo avviene con il linguaggio spirituale; più praticheremo le lingue, più si arricchirà e rinnoverà il nostro linguaggio. L'apostolo Paolo esercitava spesso questo tipo di preghiera nel personale, difatti afferma (1 Corinzi 14:18) “io ringrazio il mio Dio, perchè parlo in altre lingue più di tutti voi” e desiderando che anche altri avrebbero sviluppato questo tipo di rapporto con Dio (1 Corinzi 14:5) “io vorrei che tutti parlaste in altre lingue”. C'è da considerare un aspetto importante per non porre troppo l'accento o insistere su un argomento se non vi sono determinate basi. La lingua non può emettere dalla stessa fonte il dolce e l'amaro (Giacomo 3:10-11), perchè dal momento che le esercitiamo siamo in contatto con la sfera celeste dove è richiesta santità e purezza di cuore (Salmo 24:3-4), dove la lingua ingannatrice viene scacciata dalla Sua Presenza (Isaia 58:9). Stiamo attenti a ciò che diciamo e con quale motivazione lo facciamo, esaminiamo noi stessi e se abbiamo scorto del peccato sulle nostre labbra chiediamo perdono a Dio che ci concederà nuovamente grazia e misericordia per avanzare lungo la Via. Pregare nello spirito non si riferisce solamente al linguaggio celeste, ma sicuramente anche alla preghiera fatta con l'intelligenza, guidata, unta e sospinta dallo Spirito Santo che arde nei nostri cuori. Dio vorrebbe che noi tutti conoscessimo le Sue promesse proprio per afferrarle ed impossessarcene. Gesù stesso diceva che le Sue parole erano spirito e vita (Giovanni 6:63), esse hanno autorità e potenza per farsi spazio nei luoghi celesti. Memorizzando anche alcuni versi della Scrittura ma al tempo stesso usando fede in Essa, chiamando o “profetizzando” in preghiera le cose che non sono come se fossero, noi otterremo le sue promesse aspettandole con pazienza. Un altro esempio di preghiera nello spirito fatta con intelligenza lo illustreremo con un esempio pratico. Un credente riceve un torto o viene maltrattato da un non credente; come dovrà rivolgere la preghiera al Signore? “Signore vendicami di questo male subito, la sua malvagità gli ricada sul suo  capo”. Considerate questa preghiera fatta secondo lo Spirito? No! perchè una preghiera secondo lo spirito ha la sua guida nella Parola di Dio. (Matteo 5:44) Gesù afferma di benedire coloro che ci maledicono e pregare per coloro che ci maltrattano, quindi la preghiera fatta nello spirito sarà grosso modo così: “Signore benedici quell'uomo che mi ha fatto tanto male e allo stesso modo di come ti sei fatto conoscere a me peccatore mostrando il tuo amore immeritato, fatti conoscere alla sua anima”. Una volta rivelata la Sua volontà alla Sua Chiesa egli si aspetta l'ubbidienza. Siamo saggi e costruiamo sopra il fondamento posto da Dio che è Cristo Gesù, affinchè l'opera nostra non sia arsa nel giorno della Sua venuta. La grazia e la misericordia del Signor nostro Gesù sia con tutti voi.

La Parola di Dio

La Parola di Dio è necessaria proprio quanto la preghiera nello spirito per edificare la nostra casa, perchè un vero uomo di preghiera non potrebbe avanzare lungo il sentiero di questa vita se non ha abbastanza luce e discernimento proveniente dal consiglio di Dio. (Salmo 119:105) “La tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”. Il profeta Osea denunciava la mancanza di conoscenza in Israele (Osea 4:6) “il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza” eppure il popolo di Dio al cap.8 verso 2 sempre del profeta Osea con presunzione ed illusione affermava: “Mio Dio, noi ti conosciamo!”. Il profeta di certo non alludeva ad una conoscenza teologica di Dio, benchè sia importante, infatti potremmo conoscere capitolo, versetto e contesto a memoria e tuttavia non conoscere veramente il Signore. Oggi la conoscenza è aumentata rispetto ai tempi passati, proprio secondo quanto Dio rivelò a Daniele al cap.12:4 “molti andranno avanti e indietro e la conoscenza aumenterà”. Questo è riferito non solo ai non credenti che grazie alle scoperte in campo tecnologico e medico hanno fatto passi avanti impensabili fino a qualche tempo fa, ma anche e soprattutto ai credenti che andando avanti e indietro da scuola biblica a seminari dimenticano oppure non trovano il tempo necessario per stare alla presenza di Gesù per ascoltare il Suo insegnamento. (Luca 10:39) “Maria...si pose a sedere ai piedi di Gesù,e ascoltava la sua parola.” Oggi come non mai le tenebre si stanno intensificando e la chiesa viene meno alla vera conoscenza spirituale. Problemi innumerevoli sorgono nelle nostre comunità di cui non si riesce a darne una spiegazione (depressioni, paure, ansie, problemi spirituali, problemi legati alla mente e così via). Il profeta Osea affermava tenacemente: “Efraim (Israele e quindi la chiesa) è divenuta una colomba stupida” (Osea 7:11). La colomba rappresenta lo Spirito Santo (con cui la chiesa non ha creato un rapporto intimo), stupida nel senso di non aver intendimento nelle cose spirituali ma di essere ancora soggetto al latte della Parola, all'insegnamento elementare di essa. Innumerevoli anime cercano di dissetarsi ed appagare la loro anima, ma raramente trovano una parola unta  e proveniente da una vita santa e veramente consacrata a Dio, oggi sono rari i canali puri, i vasi ad onore utili al servizio del padrone. È pur vero anche che molti credenti non hanno abbandonato il peccato, mentre altri hanno bisogno di un rinnovamento della mente in modo radicale, altri ancora sono così presi dal mondo e dai suoi piaceri per cui Dio non potrà mai realmente condividere il suo cuore con chi la Bibbia in termini spirituali definisce un adultero. (Giacomo 4:4) “Adulteri e adultere, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio”. Oltretutto la prostituzione spirituale ai piaceri del mondo tolgono il senno. (Osea 4:11) “prostituzione, vino e mosto tolgono il senno”.Vino e mosto rappresentano i piaceri inebrianti e la gioia di questo mondo. La vera conoscenza spirituale è basata sulla rivelazione. (Matteo 16:17) “perchè né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli”. La differenza tra conoscenza appresa e quella rivelata è molto importante, per questo citeremo un esempio, come un monito per coltivare un sempre più stretto rapporto con lo Spirito Santo che ci brama fino alla gelosia. Adamo prima della creazione di Eva ricevette un'ordine direttamente dalle labbra di Dio (Genesi 2:16-17): “Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dall'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai, perchè nel giorno in cui tu ne mangerai, per certo morirai”. Ma Eva, avendo udito il comando dalla bocca di Adamo, distorse le parole di Dio nel momento della tentazione, dando l'opportunità al serpente di confonderla. In Genesi 3:3 Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”. Non lo toccate! Aveva Dio detto queste parole? Capite l'importanza della Parola rivelata? Che il Signore ci dia grazia di innamorarci sempre più della Sua Parola! Molti seguono solamente gli ammaestramenti, trascurando il rapporto personale con Dio, altri facendo di peggio trascurano sia l'uno che l'altro. Lo Spirito Santo ci è stato donato per insegnarci (Giovanni 16:13-14) e noi dobbiamo stare alla Sua presenza perchè Egli ci mostrerà Gesù in tutta la Sua pienezza. La nostra casa va edificata con la sapienza (Proverbi 24:3), una sapienza non accessibile alla mente umana (1 Corinzi 2:9-16) perchè nascosta nel mistero (1 Corinzi 2:7), le profondità di Dio sono raggiungibili solo e solamente attraverso la croce! L'apostolo Paolo in tema di costruzione citava diversi materiali paragonandoli alla vita di ogni credente. Legno, fieno e stoppia, essi si trovano in superficie e sono la figura di un credente negligente e superficiale che al cospetto di Dio non potrà che essere trovato mancante vedendo la sua opera arsa. Ma l'oro, l'argento e le pietre preziose sono minerali che si trovano in profondità, dove bisogna scavare accuratamente per trovarle e per possederle, così chi cerca la sapienza vera proveniente da Dio deve impegnarsi in modo serio ed umile (Proverbi 2:4) “se lo cerchi come l'argento e ti dai a scavarlo come i tesori nascosti” allora nel giorno della venuta di Gesù avrà così una dimora edificata resistente al fuoco della prova. Maggiore sarà il tempo di meditazione e quindi d'intimità con Gesù e molto più semplicemente il nostro Amato aprirà il suo cuore a noi facendoci conoscere il suo patto. (Salmo 25:14) “Il segreto dell'Eterno è rivelato a quelli che lo temono, ed egli fa loro conoscere il suo patto”. Mosè fu uno di quelli che conobbe Dio in un modo speciale, infatti l'Eterno gli fece conoscere le sue vie, mentre Israele conobbe soltanto le sue opere (Salmo 103:7). Il timore di Dio è il principio della sapienza, quindi solo un credente realmente ubbidiente può avere accesso ai suoi tesori, un credente che ha fede aspettando la sua rivelazione, (1 Pietro 1:13) “riponete piena speranza nella grazia che vi sarà conferita nella rivelazione di Gesù Cristo”, un credente che impara a disciplinarsi ed annullarsi attraverso la pratica del digiuno (Daniele cap. 10). Tutto il capitolo parla di una nuova fresca visione della personalità di Gesù che è strettamente necessaria per la Sua Chiesa in questi ultimi tempi. Gli ostacoli invece per attingere la sapienza di Dio sono la pigrizia ed il peccato, in particolare il pigro pur avendo il desiderio manca però nella pratica, perchè le sue mani si rifiutano di operare, mentre il peccato offende Dio separandoci da Lui, indebolisce la concentrazione dandoci un'immagine sbiadita del cielo.

La vera sapienza di Dio è accessibile a tutti

Quando Gesù insegnava alle folle, esse erano rapite in ammirazione, (Luca 4:22) “si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca”, (Luca 4:32) “ed essi si stupivano del Suo insegnamento, perchè la Sua Parola era con autorità”. Lo stesso maestro dichiarava a chiunque desiderasse seguirlo che la Sua dottrina è veramente accessibile a tutti. (Giovanni 7:17) “Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso”. Quanta fatica facciamo ad accettare la Parola di Dio! Le argomentazioni che sorgono nelle nostre menti sono davvero offensive verso la Sua verità, ma il Signore tuttavia è paziente rivelandoci la sua volontà con il tempo. I farisei e gli scribi istruiti sin dalla tenera età non riuscivano a capacitarsi  di quello che vedevano affermando in  Giovanni 7:15 “come mai costui sa di lettere, senza aver fatto studi?”. I discepoli furono riconosciuti in questo quando predicarono l'evangelo. (Atti 4:13) “Or essi, vista la franchezza di Pietro e Giovanni e avendo capito che erano uomini illetterati e senza istruzione, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù”. La loro vita parlava, essi avevano arreso ogni parte di loro stessi, avevano perso volontariamente ogni diritto per amore di Gesù, pagando il prezzo richiesto, esponendo loro stessi agli oltraggi e perfino alla morte proprio come il loro Maestro! (Corinzi 1:19) “Io farò perire la sapienza dei savi e annullerò l'intelligenza degli intelligenti”, che Dio ci conceda grazia ricordandoci che solo attraverso una vita di rinnegamento potremo accedere alla Sua sapienza, potenza ed autorità.

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