Venerdì 28 Settembre 2012 07:37

Cosa vuoi da Gesù?

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Il titolo di questa breve meditazione potrebbe suggerire ai lettori l'idea di un Gesù simile ad genio della lampada, pronto a soddisfare ogni nostro desiderio egocentrico e capriccioso, a discapito di tutto e tutti, oppure di un Signore che prima di dare qualche suo dono, inteso come guarigione e salvezza, deve essere appagato relativamente a dei principi spirituali da perseguire ed adempiere alla luce della Sua Parola.


Nel testo non compare mai una simile affermazione di Gesù, come ad esempio in Luca 18:41, nel caso del cieco di Gerico. Questo brano ci presenta come  messaggio centrale la guarigione di dieci lebbrosi e la salvezza dell'anima di uno solo di loro. Infatti molti oggi beneficiano della guarigione, ma non un vero ritorno a Dio per la salvezza, a causa di una serie di circostanze. Il disegno di Dio per l'uomo è completo solo con la salvezza dell'anima, che costituisce un fondamento indispensabile, senza il quale ogni beneficio ricevuto sarà tale solo per breve tempo in questa vita terrena, ma senza ricevere poi l'eternità!
E' da stolti ragionare in questo modo, ma purtroppo è la triste realtà che fa parte di  uno pseudo – Evangelo, che pretende di conformarsi ai tempi piuttosto che mutarli.

E' importante a questo punto esaminare le nostre motivazioni segrete mentre ci accostiamo a Gesù. Infatti nella Scrittura vediamo che le folle si accalcavano attorno a Gesù per essere da Lui sfamate e quando non lo videro più, essi si misero in cerca del Maestro. Poi trovatolo, Gesù stesso palesò le intenzioni del loro cuore e le motivazioni sbagliate presenti nella loro ricerca, dicendo: “ In verità,in verità vi dico che voi mi cercate non perchè avete visto segni, ma perchè avete mangiato dei pani e siete stati saziati” (Giovanni 6:26). Siamo sinceri davanti alla Parola di Dio e seguendo la sua correzione conosceremo il pensiero stesso di Dio!

Passando alla meditazione del testo possiamo riscontrare un dato curioso, solo l'evangelista Luca narra questo episodio. Cronologicamente l'accaduto è avvenuto subito dopo la risurrezione di Lazzaro in Betania, dove Gesù a motivo dei Giudei dovette girare alla larga dal loro territorio, avendo deliberato di ucciderlo. Di fatti la risurrezione di Lazzaro rappresentava solo l'ultima goccia di un vaso che oramai stava per traboccare. Gesù poco prima, ossia alla festa della Dedicazione tenutasi in inverno a Gerusalemme, si dichiarò apertamente il Messia mandato da Dio e questo fece infuriare non poco la classe sacerdotale che si opponeva insistentemente al disegno di Dio per Israele. Benchè la Scrittura ci informa che Gesù era diretto a Gerusalemme dove di lì a poco sarebbe andato per essere crocifisso, probabilmente il luogo o il villaggio dove incontrò i dieci lebbrosi era quasi certamente nella  regione della Perea, dove il Signore svolse l'ultimo periodo del ministero terreno. Gesù aveva un vero e proprio appuntamento con i dieci lebbrosi, che potevano considerarsi a questo punto graziati dalla misericordia di Dio visto la loro tragica condizione. Possiamo affermare con forza che nel momento in cui siamo giunti alla salvezza, Dio stesso ha avuto un vero e proprio appuntamento con la nostra anima, come per chiunque lo sta ricercando con sincerità, a cui Egli dice: “Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell'Eterno!” (Lamentazioni 3:26).

E' scritto che i lebbrosi si accostarono a distanza proprio perchè la loro impurità non permetteva il contatto fisico con altre persone, ma principalmente i lebbrosi erano esclusi dall'assemblea di Dio e da tutto il popolo. Simbolicamente la loro impurità non permetteva di accostarsi a Gesù, proprio come il peccato non permette il contatto con Dio separandoci da Lui. Analizzando il significato della lebbra riscontriamo che era una malattia della pelle che si presentava in vari modi ed il suo significato spirituale è proprio come ampiamente detto in precedenza, ossia il peccato che è presente nel cuore degli uomini. I lebbrosi accostatisi gridarono a Gesù come per dire “siamo esausti, stanchi di  vivere in questa  condizione di emarginati, isolati, frustrati, depressi, incompresi. Dovette partire un grido dai loro cuori, che talvolta non è per forza udibile, ma che rappresenta il grido di tante anime che sono nel mondo senza Dio, schiave di vizi e capricci di cui non hanno nemmeno la forza di esserne liberati.

Ma Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, Gesù è presente per spezzare ogni catena ed ogni laccio poiché in Lui solo risiede la potenza di Dio, essendosi Egli stesso posto a sedere al di sopra di ogni entità malvagia, avendo il dominio assoluto su ogni cosa! Alleluia.

E' interessante notare che i lebbrosi che si accostarono a Gesù realizzarono la loro condizione di impurità dinanzi a Lui senza essere distratti dalla propria autogiustizia o perbenismo. Oh quanta fatica fa Lo Spirito di Dio a convincere ogni uomo in questo mondo della propria condizione di perduto, Egli che è così dolce nel Suo operare che talvolta deve contendere con l'umanità per instaurare il Regno di Dio nei cuori (Genesi 6:3)!
I lebbrosi ebbero l'ardire di proferire con le loro labbra: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi”. Essa era una frequente invocazione alla luce del Vecchio Testamento e cio' ci insegna che essi confidavano nel carattere di Dio, nella Sua pietà, essendo certi di trovare comprensione in Colui che era disceso dal cielo per le sorti dell'intera umanità! Dobbiamo anche noi essere certi ancora oggi che in ogni cosa possiamo trovare in Dio pietà e ristoro senza lasciare alcun spazio al dubbio (vedi Giacomo 1:6-8).

Continuando con il v.14 è scritto che Gesù “vedutili”.... Anche in questo possiamo comprendere che Dio conosce la nostra causa proprio come Gesù vide i lebbrosi e conosceva a fondo la loro situazione tanto da recarsi nel loro villaggio, così chiunque stia cercando il Signore con assiduità e soprattutto con un cuore pronto a cambiare, Dio afferma in Giobbe 35:14 “Anche se tu dici di non vederlo, la tua causa sta davanti a lui; perciò aspettalo”. Il Signore dopo aver visto la loro condizione, dopo pochi attimi agì in favore dei lebbrosi guarendoli.
Prima di meditare sulla guarigione è chiaro che le parole di Gesù contengono un pozzo di verità nascoste ed insegnamenti sul come agire per piacere a Dio. Il primo ordine dato ai lebbrosi fu quello semplicemente di mostrarsi ai sacerdoti, che ricordiamo volevano ed avevano già deliberato di uccidere Gesù, ma ancora una volta l'amore di Dio era all'opera per convincere di peccato quelle autorità che erano ormai abbandonate nei loro inganni e nelle loro ipocrisie. Gesù voleva dimostrare che una guarigione di quel tipo non avveniva dai tempi di Naaman il Siro, (precedentemente era stato guarito un solo lebbroso, ma sempre nel ministero terreno di Gesù). Inoltre riscontriamo che Gesù non escluse la legge stessa, poiché essa era chiara nello specificare che i lebbrosi dovevano farsi esaminare dai sacerdoti, confermando in tal modo la legge e non abrogandola, come erroneamente era stato accusato dai Giudei. Dopo che i lebbrosi ricevettero l'ordine da Gesù, essi vennero guariti, liberati e ristorati al semplice ubbidire alla Sua Parola.

I lebbrosi avrebbero potuto avere lo stesso pensiero di Naaman, potevano risentirsi ed adirarsi con i propri ragionamenti che si opponevano alla semplice ubbidienza (2Re 5:11) “…. Ecco io pensavo: Egli uscirà certamente incontro a me, si fermerà, invocherà il nome dell'Eterno, il suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata e mi guarirà dalla lebbra”. Essi potevano aspettarsi una guarigione in vari modi, invece non permisero ai loro ragionamenti di ostacolare la loro fiducia in Gesù. La guarigione avvenne, ma quasi sembra che non si avvidero di tale miracolo. Questo traspare   dal loro comportamento incurante e distaccato, così la guarigione fu vera in quel caso come succede di tanto in tanto nelle nostre chiese locali oggi per opera dello Spirito Santo. Pertanto possiamo dire con dolore che la guarigione fisica non è sempre sinonimo di cambiamento, come avvenne anche  per Naaman che continuò a corrompersi con il peccato  (2Re 5:18)! Anche l'evangelista Luca narra di solo uno su dieci che tornò indietro (si ravvide) per ringraziare Gesù della guarigione avvenuta. Gli altri nove tornarono alle loro occupazioni una volta ricevuto il loro tornaconto! Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti!
Tornare indietro, è l'imperativo di Dio per ogni anima in questo mondo che, da una condizione di separazione a causa del peccato, deve ritornare al Suo Creatore. L'episodio del lebbroso ci insegna come farlo, egli si gettò con la faccia a terra (si umiliò), quella terra da cui siamo stati tratti come a simbolizzare la grandezza e l'Onnipotenza di Dio nei confronti di un genere umano che si innalza al di sopra di ciò che non può mai essere. Polvere siamo e polvere ritorneremo!
Il racconto si conclude con il v.19 che recita: “Alzati e va; la tua fede ti ha salvato”.

Queste parole sono il centro del nostro messaggio, ossia cosa vuoi da Gesù? una guarigione fisica come in questo caso, un beneficio economico, risolvere un problema esistenziale? E così via. Gesù può fare tutto ciò proprio perchè Egli sulla croce ha pagato al posto nostro, Egli che era il Santo, l'immacolato che non conosceva peccato si è fatto peccato per me e per te! Gesù vuole intervenire nella tua causa, ma hai tu dato la priorità ad una risposta che Egli cerca ossia di arrenderti a Lui? Hai tu ricevuto il perdono dei tuoi peccati? La Scrittura dice “Poiché se con la tua bocca avrai confessato il Signore Gesù, e nel tuo cuore avrai creduto che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Romani 10:9). Ecco cosa Gesù vuole da te!

 

Dio ti benedica.

Ultima modifica Lunedì 01 Ottobre 2012 08:13