Domenica, Novembre 19, 2017
Domenica 08 Luglio 2012 08:54

Un grido di fiducia

da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Luca 23.46

“Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito” (Lu 23:46), fu il grido di fiducia e fede con cui Gesù affrontò la morte negli ultimi respiri della Sua vita terrena. Mostrò ancora una volta, proprio nel mezzo della valle dell’ombra della morte, una fiducia incondizionata nel Suo Padre celeste con il quale era sempre stato in un rapporto di stretta dipendenza ed intensa relazione. Affidò in tal modo completamente la Sua vita nelle mani divine, pur essendo Egli stesso Dio, rimettendo proprio in quelle amorevoli mani tutto quanto aveva di più prezioso. Affrontò la morte proprio allo stesso modo in cui aveva condotto la Sua vita, con fede e confidanza cieca in Dio, colui che poteva liberarlo dai legami della morte. La vita terrena del Signore fu vissuta in preparazione di quell’evento, e proprio alla croce la morte ricevette la sua rovinosa sconfitta, inabissata da un così smisurato gesto di Amore del Redentore verso l’umanità penitente. Anni dopo, altri testimoni coerenti del Vangelo hanno affrontato la morte glorificando Dio. Stefano, primo martire della Chiesa, pronunciò le stesse parole di Gesù, rimettendosi anch’egli nelle mani celesti. Giustino martire, fu decapitato, recando gloria e onore al Re eterno, poi toccò ancora a Policarpo essere arso vivo per la causa gloriosa dell’Evangelo. Avendo una così fitta schiera di testimoni, rimettiamoci tutti insieme nelle mani di chi, quand’anche attraversassimo le tenebre più fitte su questa terra o fossimo negli ultimi istanti di questa vita terrena, può liberarci da ogni timore e farci esclamare “O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria?” (1Cor 15:55)

Ultima modifica Mercoledì 07 Novembre 2012 23:05

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