Sabato, Novembre 18, 2017
Blog Giustificazione, pace e...
Venerdì 18 Maggio 2012 10:51

Giustificazione, pace e...

Valuta questo articolo
(4 voti)

La lettera ai romani scritta dall'apostolo Paolo, era indirizzata ai credenti di Roma convertitisi a Cristo. Egli ancora non aveva avuto l'opportunità di incontrarli di persona, infatti in Romani 1:11 afferma: "....io desidero grandemente vedervi..". Inoltre egli aveva persino udito che la loro fede era pubblicata in tutto il mondo (Romani 1:8), pertanto il suo desiderio era di comunicare qualche dono spirituale affinchè in tal modo fossero fortificati. L'apostolo però prima di giungere al cap. 5, ossia alla giustificazione dell'uomo dinanzi a Dio per mezzo di Gesù Cristo, informa i romani della condizione dei pagani, che pur avendo conosciuto Dio (probabilmente ai tempi di Giobbe) non l'hanno adorato come Dio, mutando di fatto la sua immagine con oggetti visibili e tangibili, sprofondando così nell'idolatria, con la tragica conseguenza dell' abbandono di Dio.

Mentre i giudei stessi, che avevano sin dal principio il contatto diretto con Dio attraverso la Sua rivelazione non arrivarono a comprendere il Suo piano, ma continuando a vantarsi di essere il popolo prediletto non compresero il fine stesso della legge, ossia Gesù Cristo, il Messia mandato da Dio per la salvezza d'Israele. L'apostolo Paolo giunge quindi ad una conclusione definitiva e inequivocabile: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23). Non c'è distinzione nè privilegio, ma tutti sono in una condizione di condanna dinanzi al Signore, ma grazie siano rese a Dio che ha provveduto Egli stesso la Via per essere riscattati dal giudizio. Nel cap. 5 dei Romani tre termini in particolare ricorrono spesso nel testo: giustificazione, pace e riconciliazione. Tutto ciò è stato compiuto per mezzo del prezioso sangue di Gesù, poiché Egli stesso è la nostra giustificazione (Romani 5: 19) “ Così ancora per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti”. (Romani 5:9) “Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di Lui”. Egli è anche la nostra pace (Efesini 2:13-14) “Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace...” la pace con Dio era altrettanto necessaria poiché... come è riportato in Colossesi 1:21 “.... voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie”. Le nostre azioni erano un continuo ribellarsi al Signore. La riconciliazione infine è ancora un altro aspetto della salvezza, e benchè i tre termini siano del tutto simili nel loro significato, è opportuno conoscere la Parola di Dio per essere fortificati mediante la fede nelle Sue promesse; (Colossesi 1:19-20) “Perchè è piaciuto al Padre di far abitare in lui (Gesù) tutta la pienezza,e di riconciliare a sé tutte le cose per mezzo di Lui...”. Il sangue di Gesù è stato necessario per compiere ogni giustizia e per redimerci dalla morte eterna, il sangue stesso contiene la vita, un corpo senza il sangue non potrebbe vivere poichè rimarrebbe solo una semplice carcassa di carne. Il peccato invece simboleggia la morte essendo proprio quest'ultima il suo salario, ma Dio ha provveduto l'espiazione, che letteralmente significa copertura. Quindi il peccato (la morte) viene coperto dal sangue (la vita), e così facendo Dio non vede più la nostra condizione, ma piuttosto la vita (il sangue) sparso su di noi di Cristo Gesù!

Andando un passo indietro, precisamente in Levitico 16,  viene presentata la realtà terrena del tabernacolo e i sacrifici che si tenevano in esso per avere contatto con Dio. Ora con questo scritto non possiamo dettagliatamente parlarne, ma attraverso una spiegazione sintetica illustreremo la realtà che c'era in essa. Il popolo d'Israele per essere riscattato dai propri peccati, una volta l'anno doveva riunirsi in una solenne assemblea per umiliare le proprie anime (Levitico 16:31), e al loro posto si presentava il sommo sacerdote in carica con sangue di tori e di giovenchi per compiere l'espiazione; infatti, egli entrava nel luogo santissimo solo in quel giorno, purificando in tal modo le coscienze di tutto il popolo attraverso il sangue degli animali. Ogni cosa doveva essere purificata con il sangue, difatti senza lo spargimento di sangue non vi sarebbe stata remissione dei peccati. Nel nuovo patto vediamo che l'ufficio di sommo sacerdote lo assunse Gesù stesso entrando però non in un tabernacolo terreno ma in uno celeste, acquistandoci mediante il suo di sangue una redenzione eterna (Ebrei 9:11-12).
Che valore ha il sangue? Potremo chiederci con interesse.
Il Suo sangue ha valore in tre direzioni, prima di tutto dinanzi al Signore (Esodo 12:13) “....quando io vedrò il sangue passerò oltre e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi...”. Dio vede il sangue e non emette il giudizio. In questo caso era rapportato alla decima piaga in Egitto nei confronti dei primogeniti, ma quanto a noi, chiunque ha sperimentato la nuova nascita in Cristo Gesù, Dio ha coperto completamente i suoi peccati per mezzo del sangue di Gesù, non emettendo quindi alcun giudizio sulla vita del credente. (Salmo 32:1) “Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto!”.
Un' ulteriore esperienza che il credente fa durante il cammino con Cristo è avvertire la colpa della coscienza nel momento in cui viene di nuovo a contatto con il peccato in modo occasionale. La coscienza, essendo ora risvegliata dalla rigenerazione da parte dello Spirito Santo, nel credente diventa assai sensibile rispetto a prima. Precedentemente essa era morta nei falli e nei peccati, pertanto Dio in questa direzione ha provveduto il sangue sulla coscienza per liberare l'individuo dalla colpevolezza (Ebrei 9:14) “Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno offerse se stesso puro di ogni colpa a Dio PURIFICHERA' LA VOSTRA COSCIENZA dalle opere morte per servire il Dio vivente!
Il bisogno urgente, oggi, è che molti credenti che non conoscono questa realtà, ponendo maggiore fiducia nelle loro sensazioni interiori mutevoli piuttosto che riporre fiducia incondizionata in ciò che dice la Parola di Dio, possano invece farla propria alla luce di quanto vi è scritto in 1 Giovanni 1:9: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”. C'è di mezzo la sua giustizia e la sua fedeltà, pertanto non lasciamo alcuno spazio al dubbio, poichè non onorerebbe Colui che ha fatto le promesse.
In ultimo possiamo constatare che il sangue ci riscatta anche e soprattutto dal nemico delle nostre anime, chiamato anche l'accusatore dei fratelli. In effetti molte delle sue ragioni portate dinanzi al Supremo giudice non sono del tutte infondate, anzi ai credenti converrebbe fare.....“presto un amichevole accordo con il nostro avversario, mentre siamo sulla via con lui, che talora il nostro avversario non ci dia in mano del giudice..”(Matteo 5:25). Le accuse che il nemico fa davanti a Dio molte volte potrebbero risultare vere, ma al tempo stesso colui che ha conosciuto la grazia di Dio non si appoggierà più sulla propria giustizia, ma sui meriti di Cristo alla croce. Infatti il suo sangue sparso ci fa gridare con fermezza: (Apocalisse 12:11) “Ma essi l'hanno vinto per mezzo del sangue dell' Agnello e alla parola della loro testimonianza; e non  hanno amato la propria vita, tanto da esporla alla morte.” Schieriamoci dalla parte di Dio e non crediamo alla realtà che ci circonda, poiché essa è dominata dal principe della menzogna, ma i figli di Dio crederanno solo alla Parola di Dio poiché essa non contiene delle verità, ma è essa stessa la verità! (Giovanni 17:17)....a Dio sia la gloria e al Suo Figliolo Gesù Cristo l'onore e la maestà nei secoli dei secoli.

Ultima modifica Venerdì 18 Maggio 2012 10:58

Seguici sui social

facebookinstagram

Cerca

Articoli per data

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30