Sabato, Novembre 18, 2017
Blog Essere avveduti
Domenica 22 Gennaio 2012 19:20

Essere avveduti

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“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi ,soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. Matteo 7:24-27.
Troppo spesso i neofiti, come anche molti credenti maturi nella fede, hanno una visione limitata o quanto meno distorta del cristianesimo. Si crede che divenire figli di Dio significa diventare degli automi, dei robot, che in un modo del tutto automatico e senza alcun senso seguono degli ordini o comandi impartiti dal nuovo credo; ma questa non è assolutamente l’idea che il Creatore ha della Sua creatura, quanto più di noi che siamo Suoi figli. Figli che sono costantemente alla presenza del Padre e senza la cui presenza non possono vivere perché è come l’aria che respirano.


Cristo vuole usarsi di noi, vuole operare attraverso e nelle nostre vite, ma non come se fossimo dei robot. Egli vuole cooperare con noi nel farci partecipi della Sua opera e del piano che è cominciato fin dalla fondazione del mondo.

Il contesto in cui Gesù ammaestra i discepoli e la folla riguardo la parabola del sale della terra e della luce del mondo, è lo stesso che Lo vede insegnare intorno ad un’altra parabola, e cioè quella della casa fondata sulla roccia e quella fondata sulla sabbia: siamo in Galilea, ai piedi di un monte.
Nella prima parabola comprendiamo del grande onore che Dio ci ha dato nel chiamarci Suoi figli. Una volta divenuti Sua proprietà esclusiva, noi cooperiamo con Lui nell’essere lampade ardenti e lucenti di cui Egli si usa per proclamare la Buona Novella nel mondo.
E dopo aver insegnato circa la responsabilità dei credenti, e dunque della Sua Chiesa, nel testimoniare agli altri dell’Evangelo, successivamente nella parabola delle due case, Gesù sposta la Sua attenzione sull’uomo, sul singolo credente.
Perché questa variazione ci domanderemo?
Per quanto possiamo appartenere ad un’organismo spirituale, come la Chiesa, noi dobbiamo aver sempre chiaro che l’esperienza della fede salvifica è personale! La santificazione è personale! Il nostro rapporto con Gesù è un qualcosa di intimo e personale!
Il paragone che Gesù fa nel corso della parabola è tra due uomini: entrambi hanno costruito una casa, per entrambi cade la pioggia e viene il vento. La differenza dov’è? Nel fondamento!
Non solo bisogna costruire, ma c’è bisogno che si costruisca su un fondamento solido, c’è bisogno di un cammino di santificazione che resisti alla tempesta, alla pioggia e alle inondazioni.
Sapete che a volte in certi tipi di costruzioni ci vuole più tempo per gettar le fondamenta che per alzare l’edificio? Molti preferiscono curare poco le fondamenta perché sono ansiosi di vedere l’edificio ben fatto. Questo è l’esempio di chi vuole arrivare prima a certi traguardi ma poi una volta giunto alla meta vuole prendersi soltanto l’onore senza gli oneri, senza le responsabilità.
Gli oneri spesso sono le tempeste che prima o poi si abbattono sulla nostra vita e, se non abbiamo fatto tutti i calcoli con la giusta accortezza, in qualche modo verremo meno.
Ma perché tra di noi ci sono spesse volte credenti che sono depressi spirituali, scoraggiati, sconfortati? Non hanno calcolato il prezzo!
Non sono stati avveduti nelle scelte che hanno fatto, ed ora sono dei frustrati, degli automi, non cooperano con Gesù, non hanno una vita spirituale, e se c’è l’hanno è tiepida e non porta alcun frutto.
E’ un’esortazione, un grido che viene dal cuore di Dio: incamminiamoci per il sentiero della santificazione, essendo avveduti e vigili, sapendo che c’è un prezzo da pagare e che certamente non è quello che crediamo di aver pagato fino a questo momento. Solamente perché impegniamo quota parte del nostro tempo nei culti settimanali non significa che stiamo pagando il prezzo.
I tempi sono quasi maturi, la pienezza dei gentili è vicina!
Siamo di fronte ad una catastrofe mondiale, ormai il sistema politico ed economico non funziona più, sta saltando ogni cosa! E non sarà come nel secolo scorso quando davanti al fallimento risultò vantaggioso l’inizio della seconda guerra mondiale, perché tutti hanno capito che nessuna guerra risolverà i problemi mondiali. L’unico a porre dei rimedi all’apparenza altamente soddisfacenti sarà l’Anticristo! Tutti lo seguiranno: governi, politici, giovani, anziani, uomini, donne, poiché saranno sedotti e ingannati.
Costui si opporrà a tutto ciò che è Dio, a tutto ciò che è di Dio; noi siamo figli di Dio e quindi si opporrà anche a noi, anzi già è all’opera.
La differenza dov’è? Nell’essere avveduti, nel sapere che queste cose avverranno perché Gesù le ha preannunciate e noi ci prepariamo di conseguenza.

“Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? E no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà? Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda”. Luca 14:25-35.
Che cosa significa essere avveduti? Significa essere consapevoli di ciò che siamo quando diventiamo figli di Dio, ossia sale della terra e luce del mondo. E’ sapere che c’è un prezzo da pagare, sofferenza (“odia tuo padre e tua madre”), abnegazione (“porta la tua croce”).
Ma abbiamo realmente compreso il costo da pagare per costruire la torre? Crediamo sul serio che basti solamente aver posto il fondamento?
E’ di vitale importanza aver gettato le fondamenta, aver accettato Cristo e ricordare del giorno meraviglioso della salvezza, ma la torre dov’è? Dov’è la santificazione? Dove abbiamo lasciato la croce?
Sapete cosa fa lo spirito dell’Anticristo quando vede i figli di Dio fallire? Si beffa di loro! Cosa faremo poi a quel punto? Manderemo un’ambasciata per trattare la pace con il mondo (versi 32 e 33)?
Satana non deve e non può farsi beffa di noi! Già duemila anni fa credette di farlo con Gesù quando incitò gli uomini a inchiodarLo alla croce.
Ma Dio lo ha risuscitato dai morti e Gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome, ed ora Gesù è seduto alla destra di Dio Padre come nostro Avvocato e Sacerdote in eterno.
Che la nostra preghiera possa essere: “Signore Gesù, Tu hai dato la Tua vita per riscattare la nostra, ricordando il prezzo che c’è da pagare perché Tu lo hai pagato, rinunciamo a tutto e doniamo la nostra vita a Te che sei il benedetto in eterno!”.

Ultima modifica Domenica 22 Gennaio 2012 19:25

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