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Blog La chiamata di Gedeone
Sabato 14 Gennaio 2012 14:59

La chiamata di Gedeone

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Gedeone è stato un “eroe” della fede, elencato dallo scrittore agli Ebrei al cap.11, al pari di altri illustri uomini. Egli non conosceva a fondo se stesso, proprio come tanti cristiani spesso non conoscono realmente il tesoro riposto da Dio nei loro vasi di terra. E' al v.15 che Gedeone afferma: “O mio Signore, come salverò Israele? Ecco la mia famiglia è la più debole di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre”. Gedeone  poteva sembrare umile in questa affermazione, ma questa non è la vera umiltà che procede da Dio, infatti egli non tenne in considerazione le parole rivoltegli da Dio stesso al v.14 “Non sono io che ti mando?” e al v.16 “Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo”. Meditando questi versi e le parole specifiche rivolte da Dio all'uomo (il privilegio della chiamata) ci viene da dichiarare che grande è la pazienza del Signore con l'uomo.

Gedeone, come molti cristiani all'inizio (e non solo) del loro cammino, posano lo sguardo su se stessi e non su Dio. L'epistola agli Ebrei cap.12 v.2 recita “tenendo gli occhi su Gesù autore e compitore della nostra fede”. La vera fede guarda a Dio e non confida nelle proprie capacità. “Poiché senza di me non potete fare nulla”, vi è scritto in Giovanni15:5.

Commentando ulteriormente il v.15, vediamo che il Signore non sceglie in base alla reputazione oppure all'apparenza di una persona, perchè come fu con Davide anni dopo, quando Dio rigettò il suo fratello maggiore Eliab, che riscontrava maggiore interesse per il suo aspetto fisico, fu altrettanto con Gedeone. 1 Samuele 16:7 “ Ma l'Eterno disse a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all'altezza della sua statura, poichè io l'ho rifiutato, perchè l'Eterno non vede come vede l'uomo; l'uomo infatti guarda all'apparenza, ma l'Eterno guarda al cuore”.

Troviamo questo principio anche nel Nuovo Testamento in 1 Corinzi 1:27-29, “Ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinchè nessuna carne si glori alla sua presenza”.
Precedentemente al v.15, mentre discuteva con l'angelo dell'Eterno, rievoca con le sue labbra i fasti delle imprese passate, difatti al v.13 pronuncia tali parole: “Signore mio, se L'Eterno è con noi, perchè mai ci è avvenuto tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato....”. Nel cuore di Gedeone erano nate delle domande, i padri d'Israele avevano l'obbligo di ricordare alle generazioni successive e quindi ai loro figli le meraviglie che Dio operò in Egitto in favore dei loro discendenti. In Gedeone a quel punto nacque il desiderio di vedere di nuovo ciò che la generazione di Mosè vide, ossia segni, miracoli e prodigi. Il v.14 recita: “Và con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian”. Quale forza? Quella di avere fame per rivedere le cose che nel passato erano ordinarie.    
Oltre a tale fame, egli aveva coraggio e audacia sconosciuti a lui stesso.
Al v.11 vi è scritto che “Gedeone batteva il grano nello strettoio, per sottrarlo ai Madianiti”. Egli sottraeva il grano ai madianiti, mettendo in pericolo la sua stessa vita, perchè non lo faceva in aperta campagna dove poteva fuggire rapidamente da ogni pericolo, bensì in uno strettoio, un luogo angusto, stretto e dove a malapena poteva passarci una persona. Il momento in cui Gedeone mostrò coraggio fu quando Israele si costruì volontariamente delle caverne, spelonche e forti. Una paura generale  aveva invaso tutta la nazione. Al v.2 ritroviamo che “La mano di Madian si fece forte contro Israele; per paura dei Madianiti, i figli d'Israele si fecero le caverne che sono nei monti, e le spelonche e i forti”.
Dio diede a Gedeone il segno della sua approvazione tanto richiesto, e nella sua bontà il Signore gli concesse quanto aveva chiesto, perchè domandato con riverenza, timore e un profondo rispetto. Inoltre la fede di Gedeone era debole e fiacca, e Dio sarà sempre pronto ad incoraggiare una tale fede, quando l'uomo riconosce la propria incapacità. “Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità” (Marco 9:24), sono le giuste parole da pronunciare. Prima del segno però è da evidenziare che Gedeone offrì a Dio un'oblazione di cibo, il che sta ad indicare che aveva compreso il principio spirituale del rapporto con Lui: “Date e vi sarà dato” (Luca 6:38). L'angelo dell'Eterno gli fece porre l'offerta sulla roccia e così il fuoco discese, bruciando l'offerta, e da questo riconobbe che era veramente Dio e che Egli aveva ormai la sua approvazione. La roccia rappresenta Cristo, ed una vita fondata su di Lui riceverà sempre la sua approvazione, mentre il fuoco è il segno tangibile della personalità di Dio. Ebrei 12:29: “Perchè il nostro Dio è anche un fuoco consumante”. Gedeone ebbe da questa esperienza una rivelazione nuova di Dio (Giudici 6:24), come “Jehovah Shalom” (Dio di pace), perchè ogni qual volta Egli ci manda una sua effusione, siamo cambiati di gloria in gloria. Passando al suo parentado, leggiamo che la sua casa era una casa d'idolatria; infatti quando l'Eterno gli chiese di demolire gli altari, afferma come riportato al v.25, “demolisci l'altare di Baal che appartiene a tuo padre”. La sua famiglia aveva ormai escluso Dio da ogni cosa e Gedeone aveva il compito di portare luce nelle tenebre della sua casa. Prima di poter essere un esempio per l'intera nazione, egli lo doveva essere tra la sua famiglia.
“Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto” (Luca 16:10). Un uomo che decide di schierarsi dalla parte di Dio, servendolo con fede e ubbidienza, sarà presto investito dal Suo Spirito (v.34) e affiancato da altri servi, che scorgendo l'autorità e la potenza dello Spirito in lui, combatteranno con audacia contro il nemico, sapendo che “se Dio è per noi chi sarà contro di noi?” (Romani 8:31)
Che in questi ultimi tempi possano sorgere dei Gedeone che, anche se titubanti, con integrità di cuore e ubbidienza, adempino il piano di Dio.

Ultima modifica Sabato 14 Gennaio 2012 15:05

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