Lunedì, Novembre 20, 2017
Blog Responsabili... nel cammino.
Giovedì 08 Dicembre 2011 11:47

Responsabili... nel cammino.

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LA RESPONSABILITÀ DEL CREDENTE NEL CAMMINO CRISTIANO

Mai come in questi tempi lo Spirito Santo ci avverte dell’imminente ritorno di Gesù, ed è proprio in un tempo come questo che il credente si ritrova a vivere circostanze che mettono a dura prova la sua fede. Alla luce di quanto accade nel mondo, è nostra responsabilità, in quanto figli di Dio, mettere in guardia coloro che una scelta di fede non l’hanno ancora fatta. Essi affrontano le difficoltà del vivere quotidiano nella piena solitudine, conseguenza questa della lontananza da Dio. Il grido è forte verso questa umanità che ha la necessità di correre ai piedi di Gesù!

Oggi termini come crisi e recessione sono all’ordine del giorno, e anche noi credenti ovviamente non siamo esentati dall’affrontare queste dure realtà. Sul nostro cammino infatti, innumerevoli possono essere i momenti difficili, ma la presenza costante di Gesù trasforma le nostre vite in un cammino che, se pur in salita, porterà alla Gloria Eterna.
Dinanzi alle difficoltà, molto spesso, ci risulta facile delegare ogni cosa a Dio, aspettando, o persino pretendendo, che sia Lui a trovarne la soluzione. Certamente l’opera di Grazia è il frutto di un lavoro che vede Dio al centro di tutto, ed è da Lui che dipende ogni cosa, ma questo è possibile solo quando Egli ne assume il ruolo fondamentale. E’ pur vero che Dio chiama i Suoi figli ad avere una relazione profonda con Lui, non una relazione unilaterale e passiva che funzioni solo in risposta a ciò che Dio fa, ma un rapporto che comprenda anche quello che il credente è chiamato a fare.
Qualcuno un giorno ha scritto: “All’AZIONE di Dio deve corrispondere la REAZIONE dell’uomo”, ed è proprio così.
Dio ha il ruolo primario in questa relazione, ma vogliamo ora comprendere quale deve essere la nostra parte.
Nel Salmo 37:23-24 è scritto: “I passi dell'onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il SIGNORE lo sostiene prendendolo per mano”.
Anche se nel testo originale il termine “onesto” sta a significare “uomo”, questa traduzione ci può far comprendere meglio la netta distinzione riscontrabile nell’intero Salmo, ossia la differenza che intercorre tra il giusto e l’empio.
Nel versi su citati viene evidenziata una prima verità, e cioè che Dio vuole e può guidare i nostri passi. Gloria a Dio, che grande speranza abbiamo in Lui! Ma accanto a questa verità ne è presente una seconda: Dio deve gradire le nostre vie! Molto spesso focalizziamo la nostra attenzione solo su una parte della Scrittura. Commettiamo in questo modo un grave errore, perché, come è scritto nella Parola di Dio, bisogna accettarne l’intero consiglio: “La somma della tua Parola è verita, e tutti i tuoi decreti durano in eterno”  Salmo 119:160.
Dio vuole guidare il nostro cammino, ma la nostra parte sta proprio nel permettere a Dio di compiacersi della nostra vita.
Ma come rendere pratico tutto questo? Il consiglio, come sempre, ci viene dato dalle Sante Scritture; nel Salmo 119:105 è scritto: “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”.
Ecco il segreto! La parola di Dio deve essere il nostro continuo punto di riferimento. Essa, posta come guida, illuminerà i nostri passi.
Ma chi è la Parola? Gesù stesso è la Parola, come è scritto in Giovanni 1:14 e 14:6:
“E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità”;
“Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.
Un esempio pratico, quello di Giosuè, potrà rendere le nostre idee ancor più chiare.
In Giosuè 1:5 leggiamo: “Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.
Dio qui fa una grande promessa al Suo servo; egli non sarà mai lasciato solo, ma in Giosuè 1:8 c’è la chiave affinché questa promessa possa adempiersi: “Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai”.
Giosuè doveva realizzare la sua parte di responsabilità nel dare a Dio e alla Sua Legge il primato in ogni cosa per poter riuscire in ogni progetto.
Dio ha il ruolo predominante nel rapporto con il credente, ma è pur vero che ognuno di noi, in piena maturità spirituale, è chiamato all’azione.
1 Samuele 2:9 dice: “Egli veglierà sui passi dei suoi fedeli”. Con questa grande promessa, non stanchiamoci, perseveriamo nel nostro cammino di fede, avendo lo sguardo rivolto su Cristo Gesù e, consapevoli del fatto che Egli veglia costantemente su di noi, sforziamoci di esserGli fedeli.


Ultima modifica Giovedì 15 Dicembre 2011 16:42

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