Lunedì, Novembre 20, 2017
Blog La Voce del Silenzio
Domenica 06 Novembre 2011 15:59

La Voce del Silenzio

Valuta questo articolo
(5 voti)

Silenzio d’indifferenza o di gloria?

Il silenzio ha le sue voci, il suo ritratto. Si rimane in silenzio quando le parole sono troppo vuote per esprimere la bellezza di uno scenario, emotivo o visivo, si rimane in silenzio per ascoltare, meditare. Si può restare in silenzio dinanzi ad una meraviglia della creazione, nell'osservare la bellezza di un panorama, di un fiore, di una madre che mette alla luce il suo bambino, di un cielo terso o di una nuvola mattutina. Si può restare in silenzio dinanzi ad un lutto, si può tacere quando sono troppo grandi i pensieri che si vorrebbero esprimere o troppo forti le emozioni che si provano. Si può tacere per omertà o vigliaccheria.

Ma c'è un silenzio che non può rimanere tale, l'indifferenza, perchè tante sono le voci che gridano soccorso dove soccorso non c'è, dove il grido dell'anima è così rumoroso da infrangere ogni barriera di indifferenza.

Se tu taci, Dio non rimane in silenzio al cospetto dei problemi dell'umanità. Lui che ha già provveduto il bene più prezioso per la salvezza del peccatore, il suo figliuolo Gesù, desidera collaborare con i suoi figli per prestare soccorso e curare le ferite di un'umanità travagliata. La regina Ester pervenuta alla regalità in un momento delicato per il popolo giudaico, minacciato dalle insidie di un feroce nemico che aveva pianificato il suo completo sterminio, sembrava quasi indifferente alla sorte del suo popolo. Ma quando lo zio Mardocheo gli rivolge tali parole “Se tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da un'altra parte” (Ester 4:14), lei prende una forte posizione. Proclama un digiuno e rischia la sua vita per il suo popolo.

Quanto siamo disposti a comprometterci per i bisogni altrui?

La sua scelta determinò la salvezza di un intero popolo. Il decreto di morte fu trasformato in destino di vita. Talvolta ci ritroviamo anche noi a ricevere delle sconfitte, e sembra che su determinate situazioni così irrisolvibili agli occhi umani gravi una sentenza definitiva di morte. Ma anche quelle che possono sembrare delle sconfitte irreversibili, possono trasformarsi in gloriose vittorie se interviene il Signore. Non c'è situazione tanto grave che Dio non possa trasformare. La sua azione ha ricevuto una ricompensa. Non rimase indifferente difronte ad uno scenario così angosciante, poteva restare in silenzio, godendo lei stessa una posizione di comodo alla corte del re, ai cui occhi aveva celato la propria identità. Ma decise di agire per salvare un popolo del quale lei stessa si sentiva parte, del quale non aveva rinnegato l'appartenenza, ma a cui si sentiva legata da un medesimo destino. Mise in gioco la sua stessa vita, e si sacrificò per il bene altrui. Quanto è  necessario agire in determinate circostanze, mettendo a frutto i doni che Dio ha messo nei nostri vasi di terra, anziché restare inoperosi, attendendo che Dio intervenga a nostro favore senza la nostra collaborazione! La fede è sempre attiva, dinamica, non guarda alle circostanze sfavorevoli, ma attende fiduciosa l'intervento divino. Il suo gesto testimonia di un encomiabile spirito di sacrificio, insieme al sentirsi fortemente legata alla sua identità di donna ebrea. Quanti potrebbero dire lo stesso, di sentire forte l'appartenenza al popolo di Dio al punto da rischiare la propria vita, ponendola a piena disposizione degli altri? Un coraggio straordinario la contraddistinse, che potette ricevere nelle ore di preghiera trascorse dinanzi al trono dell'Onnipotente. Tutte le qualità e le virtù necessarie per servire Dio, le si possono ricevere solo in una vita di preghiera, accompagnata dal digiuno. Senza una vita di consacrazione Dio non rivela la strategia giusta per vincere le nostre battaglie, ma soprattutto i nostri difetti. Spesso ci si nasconde dietro la scusante della timidezza o altro, mentre Dio chiama sempre i suoi Figli ad agire, a fare il primo passo nelle proprie vittorie. L'ubbidienza mostrata a quanto le era stato riferito, gli valse una trionfate vittoria.

Se tu taci, la tua coscienza non tacerà. Se tu taci, gli occhi dei disperati parleranno. Se tu taci, un giorno raccoglierai silenzi. Se tu taci, avrai perso una gloriosa occasione di collaborare con Dio. Se tu taci, il soccorso giungerà da altre direzioni. Se tu taci, Dio parlerà sempre e troverà sempre delle labbra pronte a dar voce al suo amore. Se non sei ancora salvato, non tacere dinanzi al sacrificio di Gesù, confessa la sua signoria sulla tua vita.

Il silenzio oltre che avere la voce dell'indifferenza, può anche assumere la veste di silenzio di gloria. Questo è il silenzio che risuona più forte di mille voci.

“Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno” (Lu 1:20): furono le parole rivolte dall'angelo a Zaccaria che gli annunciava la nascita di un figlio, ormai insperata, quando ormai sembrava impossibile per lui e sua moglie Elisabetta concepire un figlio in tarda età.

Zaccaria restò muto al cospetto di tale visione. La gloria mostrata era di tale spessore da dare fiato alla voce del silenzio. Quel bambino tanto atteso, avrebbe ridato vigore alle loro vite.

Non era il mutismo una punizione ricevuta, ma la giusta posizione per attendere lo spettacolo ammirabile della gloria di Dio. Ne portava il peso, a dispetto dell'opinione di quanti, vedendo che tardava ad uscire, lo ritenevano colpito da Dio. Quanti giudizi sprovveduti pronunciamo a danno dei nostri fratelli, senza neppure conoscere la condizione che stanno vivendo? Anche Gesù fu ritenuto percosso da Dio, mentre invece portava il peso delle nostre iniquità. “Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore delle sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia; era disprezzato e noi non ne facemmo stima alcuna. Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri  dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da Dio ed umiliato” (Isaia 53:3-4).

Ma al di sopra di ogni voce umana si elevò il silenzio più risuonante mai esistito. Dopo la morte di Gesù sulla croce, scese un gran silenzio. Ma fu solo l'anticamera di un grande terremoto spirituale che ha scosso allora la terra e scuote ancora oggi le coscienze che si inchinano dinanzi al suo sacrificio. Il terzo giorno è risuscitato, e perchè Lui vive anche tu puoi vivere con Lui.

Ultima modifica Mercoledì 16 Novembre 2011 16:07

Seguici sui social

facebookinstagram

Cerca

Articoli per data

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30