Venerdì, Novembre 24, 2017
Blog Lascia fare a Gesù
Sabato 05 Novembre 2011 10:38

Lascia fare a Gesù

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“Quando Gesù ebbe udito ciò, partì di là su una barca e si ritirò in disparte, in un luogo deserto. E le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città. E Gesù, smontato dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione, e ne guarì gli infermi. Poi, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, e gli dissero: «Questo luogo è deserto, ed è già tardi; licenzia dunque le folle affinché vadano per i villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non è necessario che se ne vadano; date voi a loro da mangiare». Ed essi gli dissero: «Noi non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci». Ed egli disse: «Portatemeli qua». Comandò quindi che le folle si sedessero sull'erba; poi prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse; spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli, alle folle. E tutti mangiarono e furono saziati; poi i discepoli raccolsero i pezzi avanzati in dodici ceste piene. Ora, coloro che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini”. Matteo 14:13-21

C’è sempre una spiegazione da ricavare dai momenti di avversità che possiamo vivere. Questo fu vero per i discepoli e per quella folla che seguiva Gesù. Egli era sicuramente rattristato da quanto accaduto in precedenza (martirio di Giovani Battista, capitolo 14:1-12), e per questo si ritirò in disparte. La folla però lo seguì “a piedi”. Ecco il primo insegnamento che possiamo trarne: qualsiasi sia la circostanza che ci ritroviamo a vivere, dobbiamo seguire Gesù con costanza, anche quando non riusciamo a vederLo in azione. Prima di ogni cosa, è fondamentale per ogni Cristiano e per ogni anima che vuole seguire il Signore, realizzare dell’amore di Cristo nei propri riguardi, un amore grande che Gesù manifestò nel fatto che guarì molti ammalati, cominciando così un’opera straordinaria nel mezzo della folla. Sappiamo bene che però l’opera iniziata deve continuare, come ci viene detto dallo stesso apostolo Paolo in Filippesi 1:6.

Subito dopo aver guarito gli infermi ecco presentarsi un’altra necessità: la folla doveva essere sfamata. Così come fu per la folla e per gli stessi discepoli, a volte la difficoltà che ci si presenta davanti è umanamente e materialmente complicata. Il nostro errore molto spesso è quello che gli stessi discepoli e la folla stavano per commettere se Gesù non avesse operato un miracolo, ossia cercare un rimedio ma lontano da Cristo. I discepoli infatti chiesero al Maestro di congedare la folla. Quante volte ci comportiamo allo stesso modo, quando cerchiamo la soluzione in scelte che non sono Gesù. La Bibbia qui offre un doppio messaggio: uno per i discepoli e l’altro per la folla. I discepoli dovevano comprendere che avevano un ruolo di responsabilità nei confronti della folla, così come i cristiani, già avanti negli anni di fede, devono averlo nei riguardi dei “piccoli” nella fede. La folla invece dal canto suo doveva capire, come gli stessi discepoli, che non c’è soluzione al di fuori di Gesù. Cercare del cibo nei villaggi limitrofi, avrebbe comportato dei costi monetari. Allo stesso modo anche noi sosteniamo dei costi molto elevati, che si traducono poi in termini di delusioni e fallimenti, quando siamo alla ricerca di espedienti effimeri.
Gloria sia al Nome del Signore che Gesù intervenne in favore della folla, dei discepoli e oggi di noi stessi nel frenare azioni pericolose. Gesù “fece accomodare la folla sull’erba”, come se volesse tranquillizzarla. Questo è quello che Egli fa quando, prima ancora di placare la tempesta, infonde nei nostri cuori, turbati e confusi, la Sua meravigliosa pace e tranquillità.
Gesù chiese “che cosa quelli avevano”, ed oggi ai Suoi figli rivolge la stessa domanda. Crediamo che tutto quello che abbiamo è un qualcosa di limitato, non apprezzabile agli occhi di Dio, ma non è così. Gesù vuole operare, ma noi siamo chiamati a fare qualcosa. Diamo quel poco che abbiamo a Dio, la nostra vita, il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente. Il nostro poco nelle Sue mani è una grande cosa. Gesù operò in maniera straordinaria. Infatti è scritto che tutti mangiarono, questo a significare che Egli è disposto ad agire indistintamente nei confronti di chiunque, non facendo alcuna distinzione. Non solo tutti ebbero la propria porzione di cibo, ma è detto anche che la folla mangiò in maniera abbondante, tanto che del cibo rimase ancora. Quando Gesù opera, la soluzione non è mai circoscritta solo al problema, ma è sempre copiosa, abbondante, a differenza delle soluzioni umane. Ricevuto il grande miracolo, ora la folla poté essere congedata; ricevuta la risposta da parte di Dio, possiamo riprendere il nostro cammino, con una fede rafforzata. Di nuovo i discepoli avevano visto un segno della potenza del loro Maestro.
In Matteo 15:32-39 possiamo leggere di Gesù che compie una seconda volta lo stesso miracolo ed anche in questa circostanza i discepoli risultano essere titubanti. Sia benedetto il Nome del Signore che Dio non si ferma mai davanti ai limiti della nostra fede ma continua ad operare. Si, Gesù non è limitato, e su di uno stesso problema Egli può compiere un miracolo anche più di una volta, proprio perché Egli non ha limiti.

Ultima modifica Domenica 06 Novembre 2011 11:17

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