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Lunedì 19 Settembre 2011 10:05

Eresie

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1 Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. 2 Da questo potete conoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio. 3 E ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, deve venire; e ora è già nel mondo. 4 Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. 5 Essi sono dal mondo; per questo parlano di cose del mondo e il mondo li ascolta. 6 Noi siamo da Dio; chi conosce Dio ci ascolta; chi non è da Dio non ci ascolta; da questo riconosciamo lo Spirito della verità e lo spirito dell'errore. (1 Giovanni 4:1-6)

Il  libro di I Giovanni fu scritto dall’apostolo Giovanni, il discepolo “che Gesù amava” (Gv 21:20) e che, insieme a Pietro e Giacomo, godeva di un rapporto speciale con Lui. Scritta probabilmente da Efeso fra l’85 ed il 90 d.C. prima dell’esilio sull’isola di Patmos (Ap 1:9), questa epistola riporta il cristiano sulla retta via, mostra le differenze tra luce e tenebre,  incoraggia la chiesa a crescere in vero amore per Dio e per gli altri e sprona i credenti a controbattere i falsi insegnamenti che stavano minando la fede cristiana. Quale testimone oculare della vita e dell’opera di Gesù, Giovanni aveva tutti i requisiti necessari per insegnare le verità riguardanti il Cristo e dare consigli su come stare all’erta dai falsi profeti. La maggior parte dei testimoni oculari di Gesù erano morti quando Giovanni scrive questa lettera. Alcuni cristiani cominciarono ad avere dubbi circa gli insegnamenti su Cristo. Altri, di derivazione greca, trovavano difficile credere che Gesù fosse stato uomo oltre che Dio , perché secondo il pensiero platonico, ormai propagato, solo lo spirito era importante, essendo il corpo solo una prigione dalla quale bisognava fuggire. Permeando il cristianesimo del tempo,  questi pensieri diedero sfogo a pericolose eresie di cui Giovanni in questi versi ne denuncia l’estremo pericolo. Un falso insegnamento abbastanza diffuso, più tardi detto “Docetismo”, dal greco “ apparenza”, affermava che Gesù era uno spirito che solo apparentemente aveva un corpo , il quale non era sottoposto alle limitazioni della materia. Un altro insegnamento eretico , collegato allo “Gnosticismo”, dal greco “conoscenza”, sosteneva che tutta la materia fisica era cattiva mentre lo spirito era buono, e solo coloro che erano intellettualmente “illuminati” potevano godere i benefici della religione. Entrambi i pensieri trovavano difficile credere in un Salvatore che fosse pienamente un uomo. Giovanni, invece, avendo visto il Maestro, avendo parlato con Lui , avendoLo toccato (1:1-2), sapeva che Egli non era un semplice spirito ma che era un vero Uomo, cioè che allo stesso tempo era divino ed umano. Ai giorni di Giovanni le persone non riuscivano a credere che Egli fosse uomo, mentre oggi, al contrario, non riescono a vederLo come Dio. Eppure la natura divina-umana di Gesù è il fulcro del cristianesimo. L’invito che Giovanni fa ai credenti  del tempo  è oggi rivolto a noi. Prima di accettare gli insegnamenti di coloro che si definiscono “maestri”di religione, esaminiamo attentamente cosa affermano, passiamo al vaglio della Parola di Dio quanto ci viene detto circa su Cristo e la nostra fede. Negare la sua divinità o la sua umanità significherebbe non riconoscerLo come il Cristo, il Messia, il Salvatore.

Ultima modifica Sabato 15 Ottobre 2011 17:53

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