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Blog Mettiamoci una pietra su
Venerdì 16 Settembre 2011 10:01

Mettiamoci una pietra su

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Molte volte i cristiani, creature lavate e redente dal sangue di Gesù, vivono situazioni veramente difficili, alle quali sono connessi veri e propri periodi di crisi. Il nostro cammino spirituale è caratterizzato da battaglie continue; sia contro gli aspetti negativi che abitano ancora in noi, sia contro i nemici esterni che vorrebbero vederci sconfitti. Sia lodato il nome del Signore perché in entrambe queste battaglie la vittoria ci è già assicurata: “ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1Corinzi 15:57).

In Giosuè 7:26 leggiamo: “Poi ammassarono sopra Acan un gran mucchio di pietre, che dura fino ad oggi. E il Signore cessò dalla sua ira tremenda. Perciò quel luogo è stato chiamato fino ad oggi Valle di Acor”.

Giosuè 8:29: “Quanto al re di Ai, l' appese a un albero, e ve lo lasciò fino a sera; ma al tramonto del sole Giosuè ordinò che il cadavere fosse calato dall'albero; e lo gettarono all'ingresso della porta della città, e gli ammassarono sopra un gran mucchio di pietre, che rimane ancora al giorno d'oggi.”

Nel primo riferimento possiamo sintetizzare la situazione ricordando la dura sconfitta che Israele aveva ricevuto nella battaglia contro Ai, a causa dell’interdetto che si trovava nel mezzo del popolo: Acan (Giosuè 7:20-21). Dio aveva già dato nelle mani d’Israele Gerico (cap 6) e poichè i piani di Dio sono completi non si capisce  perché  abbia  permesso una dura sconfitta senza alcun motivo. Giosuè, ignaro di tutto ciò, vive un vero momento di crisi (7:6-9). Il motivo per cui Israele aveva fallito, in realtà, esisteva e fu reso evidente. Questo ci fa comprendere che ci è permesso chiedere l’aiuto e l’intervento divino, ma finché nel nostro mezzo c’è qualcosa che al nostro Dio non sta bene, Egli stesso non ci farà vedere la vittoria. Quale fu la reazione del popolo d’Israele? Acan fu messo a morte, e sopra di lui fu riposto un mucchio di pietre, ed è scritto nel libro di Giosuè che questo era un mucchio ben visibile.

Possiamo trovare un episodio simile anche nel capitolo successivo. Nel momento in cui fu eliminato completamente e senza alcun negoziato l’interdetto dal popolo, Dio stesso diede la vittoria ad Israele. Il popolo di Dio fece col re di Ai la stessa cosa che fece con Acan. Ripose su questi un mucchio di pietre ben visibili.

Il cammino che Israele intraprese nel deserto è spesso paragonato al cammino che un cristiano è chiamato ad effettuare nella sua vita. Così come Israele anche noi siamo chiamati a combattere contro gli aspetti della nostra vecchia vita che ogni tanto emergono, e contro gli attacchi del nostro nemico che vorrebbe sedurci ed eliminarci. Il nostro atteggiamento deve essere proprio come quello che assunse Israele in queste due circostanze. Nelle nostre menti dobbiamo ricordarci chi ora siamo in Cristo Gesù, cioè nuove creature chiamate a vivere in novità di vita: “Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:4).

Quando sappiamo che nella nostra vita qualcosa non è conforme alla volontà di Dio, e nel momento in cui questo ci viene palesato, come Israele fece con Acan, dobbiamo mettere a morte quel determinato aspetto negativo e riporci sopra un mucchio di pietre spirituali, affinché ogni volta che quell’aspetto negativo vuole riemergere, possiamo guardare al mucchio di pietre postovi sopra e ricordarci che abbiamo già vinto quel peccato o qualsiasi altra cosa esso sia. Abbiamo quindi la necessità di prendere una vera e propria posizione.

Questo deve essere fatto con le cose che si trovano al nostro interno, e anche con i nemici che di continuo ci attaccano. Molte volte, infatti, subiamo passivamente lo sfuriarsi della nostra carnalità o del nemico, ma questo non è il giusto atteggiamento. Una volta realizzata la vittoria anche contro i nemici esterni, dobbiamo mettere su di loro un mucchio di pietre, in modo tale che quando si ripresenteranno, perché questo avverrà sicuramente, possiamo guardare al mucchio di pietre ben visibili, e ricordarci che su quel nemico abbiamo già avuto la nostra vittoria.

La nostra vecchia natura e il nemico che prima dominava la nostra vita, ora non hanno più potere su di noi, questo grazie all’opera che Dio ha iniziato e certamente porterà a compimento.

“… vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.”  (1 Giovanni 2:14)

Marco Passaro

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