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Lunedì 18 Aprile 2011 14:43

La missione oggi

Solitamente, quando si vuole evitare o peggio ancora sfuggire ad un problema, si dice che “i tempi sono cambiati, che oggi le cose sono diverse.”

Ma quest’ipotesi è proprio vera anche nel campo della missione? O questa sindrome di Giona è dovuta al decadimento dei valori cristiani verificatosi in questi ultimi tempi, che di conseguenza si ripercuote sul campo missionario?

Esso ne soffre in modo particolare in quanto “campo difficile”, e  diverse ne sono le ragioni.

Sicuramente i tempi sono cambiati a distanza di duemila anni, così come i valori cristiani si sono abbassati; ed è anche vero che il campo missionario presenta le sue difficoltà. Ma resta un dato di fatto da considerare, che il grande mandato di Gesù descritto in Mt 28:19,20 “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,20 insegnando loro d'osservar tutte quante le cose che v'ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente.” non è stato ancora adempiuto; perciò anche la sua affermazione “il campo è grande e gli operai sono pochi” risulta più reale che mai, come pure il fatto che ci sono tanti che partono senza aver ricevuto alcun mandato, improvvisandosi missionari, ma senza avere alcuna idea di  cosa sia realmente la missione.

Tutti i credenti hanno sperimentato individualmente l’Amore del Padre, che ci ha offerto nel Suo Figliuolo Gesù per la nostra salvezza; ma pochi hanno compreso veramente che il Padre ama tutto il mondo (Gv3:16).

In questo studio analizzeremo alcuni principi inerenti alla missione di Dio per la salvezza dell’umanità.

Inizieremo, esaminando la fonte principale di informazione sulla missione: LA BIBBIA.



I ) LA MISSIONE OGGI: LA BASE BIBLICA


Grazie sia resa a Dio, che si è proposto di redimere l’umanità, donandoci anche una chiara descrizione della Sua opera!

La Bibbia è la storia della missione di Dio. Essa ci riferisce come e perché un Dio amorevole redime il mondo.

Quando esaminiamo la Parola da questo punto di vista, notiamo che la redenzione di tutta l’umanità è il centro del piano e del proposito di Dio, e che la missione nel mondo non è solo una buona attività, ma rappresenta qualcosa di più, significa associarsi a Dio per conquistare un mondo ribelle all’autorità divina. In tal modo ha il suo compimento la profezia descritta in Ap11:15 “Ed il settimo angelo suonò la tromba, e si fecero grandi voci nel cielo, che dicevano: «Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo; ed egli regnerà nei secoli dei secoli».”


Se la missione redentrice è indispensabile per raggiungere i perduti, come viene evidenziato da Dio in tutta la Bibbia, di conseguenza la Bibbia è indispensabile per la missione mondiale. Il manuale della missione è proprio la Bibbia. Senza di essa l’evangelizzazione del mondo non solo sarebbe impossibile, ma realmente inconcepibile. Inoltre ci affida la responsabilità di evangelizzare il mondo, donandoci un Evangelo da proclamare, ci dice come proclamarlo, assicurandoci al tempo stesso  la potenza di Dio per la salvezza di tutti coloro che credono.

Quando i cristiani non leggono in modo assiduo la Bibbia, perdono lo zelo per l’evangelizzazione.

Quando al contrario c’è conoscenza della Parola, implicitamente nasce in loro il desiderio e la responsabilità per l’evangelizzazione, in quanto derivano dall’autorità della Bibbia stessa.



II) LA MISSIONE OGGI: IL MANDATO PER LA MISSIONE NEL MONDO


All’inizio, la Bibbia ci dona il mandato di compiere la missione, necessità per tutti i cristiani. Esistono due fenomeni in crescita dappertutto:


Il fanatismo religioso (Islam, Testimoni di Geova, sette varie ecc…)

Il pluralismo religioso (Tutte le religioni portano a Dio)


Il fanatismo religioso produce uno zelo irrazionale che, se potesse farlo, userebbe la forza per obbligare a credere, come ad esempio opera l’Islam.

Mentre il pluralismo religioso alimenta la tendenza contraria.

Sia dello spirito di fanatismo religioso che dell’indifferenza dei pluralisti religiosi, l’evangelizzazione mondiale ne risente molto. Alla luce di questa opposizione, i veri credenti devono essere specifici sul mandato e sulla rivelazione elargita dalla Bibbia.

Esiste un solo vero Dio vivente, Creatore dell’universo, Signore delle nazioni e Dio degli spiriti di tutti gli esseri viventi.

Circa 4000 anni fa, Egli chiamò Abrahamo e stipulò con lui un patto, promettendogli non solo di benedire lui, ma tutta la sua discendenza, con tutte le famiglie della terra (Gen 12:1-4). Questo testo biblico rappresenta una delle pietre fondamentali della missione cristiana, visto che i discendenti di Abrahamo, attraverso cui sono benedette tutte le nazioni della terra, sono di Cristo. Essi sono il popolo di Dio.

Dunque, se per fede apparteniamo a Cristo, di conseguenza siamo figli spirituali di Abrahamo, e abbiamo pertanto la responsabilità nei confronti di tutta l’umanità. I profeti dell'A.T. annunciarono ciò che Dio avrebbe fatto con il suo Cristo, erede e luce di tutte le nazioni (Salmo 2:8; Is 42:6; 49:6).

Perciò quando venne Cristo, si realizzarono in Lui tutte le promesse annunciate; se è vero che durante il suo ministero terreno riunì le “pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 10:6; 15:24), è vero anche che  profetizzò che molti sarebbero venuti da Oriente e da Occidente, mettendosi a tavola con Abrahamo, Isacco e Giacobbe nel regno dei Cieli” (Mt 8:11).

Inoltre dopo la risurrezione e prima dell’ascensione, dichiarò che “ogni podestà gli era stata data in cielo e sulla terra” (Mt28:18). Di conseguenza, dette il mandato ai suoi seguaci affinché facessero discepoli in tutte le nazioni, battezzandoli per inserirli nella nuova comunità e insegnando loro ogni cosa (Mt 28:19). E questi, quando lo Spirito Santo scese su di loro, divennero testimoni di Cristo fino alle estremità della terra (Atti 1:8). Essi riconobbero che Dio aveva esaltato Cristo, facendolo sedere sul trono alla Sua destra, dandogli una posizione elevata affinché ogni lingua confessasse la Sua signoria. Inoltre riconobbero che un giorno Egli sarebbe ritornato per giudicare e regnare. Allora come occupare il tempo fra la sua prima venuta e la seconda venuta? Con la missione mondiale della chiesa.

Egli disse che non sarebbe venuto fino a  quando l’Evangelo non fosse stato predicato fino alle estremità della terra. Questi due eventi coincideranno. Perciò il nostro mandato per l’evangelizzazione mondiale è in tutta la Bibbia; lo troviamo nella creazione (ogni essere umano dipende da Lui); nel carattere di Dio (come Dio amorevole e compassionevole, desidera che nessuno perisca ma che tutti si pentano); nelle promesse di Dio (che tutte le famiglie della terra siano benedette); nel Cristo, il Figlio di Dio (esaltato con autorità universale, per ricevere lode universale); nello Spirito Santo di Dio (che convince di peccato, spinge la chiesa ad evangelizzare); nella chiesa del Signore (che è una comunità missionaria con l’ordine di evangelizzare fin quando Cristo non ritorna).

Il principio della dimensione globale della missione cristiana è irrinunciabile. Chiese locali e individui che non sono coinvolti nell’evangelizzazione mondiale stanno contraddicendo, per ignoranza o disubbidienza, una parte integrante della loro identità cristiana. Non si può sfuggire al mandato biblico per la missione nel mondo.




III) LA MISSIONE OGGI: IL MESSAGGIO PER LA MISSIONE NEL MONDO


La Bibbia ci presenta il messaggio per la missione nel mondo. Nel patto di Losanna, conferenza internazionale sull’evangelizzazione mondiale, l’evangelizzazione è stata definita come segue: “Evangelizzare significa predicare la Buona Novella che Cristo è morto per i nostri peccati e che risorse dai morti secondo la scrittura, e che come Signore ci offre il perdono dei peccati e  il dono liberatorio dello Spirito Santo a tutti quelli che si pentono e credono”.

Pertanto il nostro messaggio proviene dalla Bibbia, e ci è stato affidato come un “deposito” prezioso  da custodire e preservare, da servitori fedeli. Il messaggio è ben definito, ma non ci viene proposto come una semplice formula matematica. Infatti pur essendo un solo vangelo ed un unico messaggio, viene proposto in diverse forme, utilizzando tanti esempi e metafore, senza però mai  cambiarne i principi. Perciò esiste un solo Evangelo, quello della grazia di Dio che si riceve quando ci si pente del proprio peccato, si fa confessione di fede nell’opera completa e perfetta di Cristo alla croce, testimoniandola poi con il battesimo. Questa è la Buona notizia di tutto l’Evangelo.

L’Evangelo proviene da Dio, è un messaggio diretto a uomini e donne di tutti i tempi, predicato da uomini di ogni tempo, dalla Parola di Dio, attuale per tutti i tempi.



IV) LA MISSIONE OGGI: IL MODELLO PER LA MISSIONE NEL MONDO


Solo la Bibbia ci presenta il modello per l’evangelizzazione del mondo. Oltre ad un messaggio da proclamare, abbiamo anche un modello per come proclamarlo. La Bibbia non solo contiene l’Evangelo, ma è l’Evangelo stesso, attraverso cui Dio stesso evangelizza, cioè comunica la Buona Novella al mondo.

Ricordiamo l’affermazione di Paolo su Genesi 12:3, esposta ai Galati: “E la scrittura prevedendo che Dio avrebbe giustificato le nazioni mediante la fede, diede prima ad Abramo una buona notizia: «tutte le nazioni saranno benedette in te»(Gal.3:8).

Senza dubbio, l’uomo non sarebbe adatto a trasmettere questo meraviglioso messaggio, ma Dio ha scelto di parlare agli uomini (Eb1:1), e uomini hanno parlato da parte di Dio (2 Pt 1:21).

Le parole scritte sono sue e sono pronunciate dagli uomini. L’uomo deve fare uso delle sue facoltà, senza distorcere il messaggio divino, perché il messaggio divino deve essere comunicato attraverso l’umano. Questo principio di “identificazione senza perdita dell’identità”, è il modello di tutto il messaggio missionario, specialmente della missione trans-culturale.

Alcuni missionari rifiutano di identificarsi con la gente che dicono di servire, continuando ad essere se stessi, senza mai diventare uno di loro. Si afferrano disperatamente alla loro identità culturale, imponendo la loro cultura agli altri, disprezzando quell’altrui. Ma non fu questa la forma che Cristo adottò, anzi Lui si spogliò della sua gloria e si umiliò per servire.

Altri commettono l’errore opposto, si identificano con la gente a cui sono invitati, rinunciando del tutto ai propri valori e alle proprie norme cristiane. Ma neanche questo fu l’atteggiamento di Gesù, perché facendosi uomo, non smise di essere divino.

Il messaggio evangelistico del missionario, oggi, deve tener presente tutti i fattori culturali; perciò è da biasimare il comportamento di quanti esportano un “cristianesimo culturale”.

Molti rifiutano l’Evangelo, considerandolo una minaccia alla propria cultura. Ma dimenticano che sia il Signore Gesù che il suo stesso messaggio, sono per tutte le persone e tutte le culture.

“E cantavano un nuovo cantico, dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione»”(Ap 5:9).

Non è possibile presentare l’Evangelo al buddista, all’ebreo, all’islamico, al cattolico, al secolare, senza rispettare il suo credo. Ogni persona è orgogliosa della propria cultura.

Riassumendo, quando Dio ci ha parlato per mezzo della Scrittura, ha utilizzato il linguaggio umano; Cristo ci ha parlato prendendo forma di carne, e per rivelarsi, si è spogliato della propria natura,  umiliando se stesso. Questo è il modello missionario che ci offre la Bibbia. In tutto il vero Evangelo esiste l’abnegazione, l’umiliazione del proprio io; senza questa realtà, contraddiciamo l’Evangelo e non presentiamo bene il Cristo che proclamiamo.



V) LA MISSIONE OGGI: LA POTENZA PER LA MISSIONE NEL MONDO


La maggior parte dei credenti, crede erroneamente che per essere un missionario c’è bisogno di avere una grande potenza o di possedere un ministero “speciale”.

I ministeri sono dati alla chiesa, non al mondo. (1 Cor 12:28) “E Dio ha costituito nella Chiesa primariamente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo dei dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue.”

E’ la chiesa che va nel mondo con una potenza straordinaria da parte di Dio. Qual è questa potenza? (Rom 1:16) “Poiché io non mi vergogno dell'Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d'ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco;” L’Evangelo stesso, la Buona Novella della Parola di Dio, è la potenza che il Signore ci ha donato nella debolezza della nostra carne, per conquistare quanti giacciono sotto il dominio del diavolo (1 Giov 5:19). Può capitare che siamo deboli di fronte alle forze del male, e a volte siamo tentati di esibire il nostro potere cristiano; però è per mezzo delle nostre debolezze che si perfeziona il potere di Cristo, infatti è nella debolezza delle parole umane che si manifesta il potere dello Spirito Santo (Atti 1:8), “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni ….. fino all'estremità della terra”, in modo che sperimentiamo le parole di Paolo ai Corinzi (I Cor.2:1-5).

(1) “Quanto a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; (2) poiché mi proposi di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. (3) Ed io sono stato presso di voi con debolezza, e con timore, e con gran tremore; (4) e la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, (5) affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio.”

(2 Cor.12.10b) “Per questo io mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando son debole, allora sono forte.”

Se ogni missionario ed evangelista cristiano proclamasse l’Evangelo con fedeltà e semplicità, la Parola stessa sprigionerebbe la sua potenza salvatrice. Senza la Parola di Dio sarebbe impossibile evangelizzare il mondo, senza la Bibbia non avremo alcun vangelo da portare alle nazioni.

Dalla Bibbia riceviamo il mandato, il messaggio, il modello e la potenza di cui abbiamo bisogno; perciò mediante uno studio coscienzioso e la preghiera, diamo ascolto alla sua chiamata, riteniamone il messaggio, seguiamo le istruzioni, crediamo nella sua potenza, e poi alziamo la voce e proclamiamo il suo messaggio.

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