Martedì, Novembre 21, 2017
Risorse Studi Biblici Consacrazione L'uomo di cui Dio si serve
Martedì 05 Aprile 2011 06:49

L'uomo di cui Dio si serve

Colui che è veramente “nato di nuovo” avrà nella sua vita un unico intenso desiderio, essere uno strumento valido nelle mani del Signore. “Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona.” (2°Tim. 2:21)
Chiunque è disposto a pagarne il prezzo, può diventare un prezioso strumento nelle mani di Dio, indipendentemente dalle doti naturali che possiede. Chi è dunque l’uomo di cui Dio si serve? Colui che nella vita ha un solo fine.

Di conseguenza, se il nostro cuore è diviso fra cose carnali e spirituali, non potremo servire liberamente il Signore, poichè avremo continuamente dei conflitti interiori, che faranno venir meno lo slancio necessario per servire l’Eterno. “Nessun servo può servire a due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.” (Luca 16:13)
Come l’apostolo Paolo, dobbiamo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione. Questo è il sentimento di quanti sono maturi. “Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, 14 corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella.” (Fil. 3:13-15)
Il nostro fine è la salvezza dell’anima. “Benché non l'abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.” (1°Pt. 1:8-9)

Colui che ha nella vita uno scopo spirituale, si dedicherà interamente ad esso.

“Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato mediante la parola profetica insieme all'imposizione delle mani dal collegio degli anziani.15 Òccupati di queste cose e dèdicati interamente ad esse perché il tuo progresso sia manifesto a tutti.” (1°Tim. 4:14-15)
Se il nostro cuore è diviso, saremo sempre insoddisfatti e difficilmente giungeremo al successo. L’opera di Dio deve assorbire tutta la nostra attenzione. Questo non vuol dire che non bisogna avere altri interessi nella vita, ma che tutto deve avere un’importanza secondaria rispetto al fine supremo della vita del cristiano: Dio e la Sua opera.


Dio si serve di colui che si presta interamente al Suo servizio.
Dio cerca credenti che si rendano completamente disponibili per l’opera sua, persone che dicano: Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?» Allora io risposi: «Eccomi, manda me!» (Is. 6:8)
Dio cerca credenti desiderosi di dipendere interamente dalla sua Parola, che siano sempre pronti a recepirla per metterla in pratica. “Il SIGNORE venne, si fermò accanto a lui e chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!» E Samuele rispose: «Parla, poiché il tuo servo ascolta».” (1 Sam. 3:10)
Come nell’Antico Testamento venivano offerti olocausti sull’altare, così l’apostolo Paolo invitava ogni credente ad offrire se stesso sull’altare:
“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Rom. 12:1-2)
Colui che si è messo a completa disposizione del Signore, dipenderà da Lui permettendogli di operare secondo la sua volontà. «Casa d'Israele, non posso io far di voi quello che fa questo vasaio?» Dice il SIGNORE. «Ecco, quel che l'argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, casa d'Israele! (Gr. 18:6)
Ci siamo messi a disposizione di Dio? Abbiamo detto “Si” a Lui e “No” a noi stessi?
“Avrò gli occhi sui fedeli del paese per tenerli vicini a me; chi cammina per una via irreprensibile sarà mio servitore.” (Salmo 101:6)

Colui che si mette a sua completa disposizione deve mettersi all’ascolto della sua Parola, proprio come fece Samuele.
«Samuele, Samuele!». Samuele rispose: «Parla, perché il tuo servo ascolta». (1 Sam. 3:10)
... perché a Sciloh l'Eterno si rivelava a Samuele mediante la sua parola. (1 Sam. 3:21)
Inoltre, deve essere completamente pronto ad obbedire: «Eccomi, manda me!». (Is. 6:8)

Ancora, Dio si serve di colui che ha imparato a vincere con la preghiera.          
Coloro di cui Dio si è servito e che hanno lasciato un segno, sono stati sempre uomini e donne di preghiera. È possibile avere capacità naturali, talenti e doni, ma non servirebbero a nulla, ai fini dell’eternità, senza le vittorie avute in preghiere. (Lc. 18:1-8)
Se non riusciamo a pregare per le battaglie spirituali, come riusciremo a pregare per le battaglie della vita, cioè le tentazioni?
Non necessariamente dobbiamo acquistare una rivista pornografica per essere tentati dal sesso. Basta guardare le vetrine di un edicola, qualche film alla TV, certe pubblicità, o semplicemente notare l’abbigliamento di alcune donne.
Ricordiamo che, l’essere tentati, non significa peccare; la tentazione può, però, portare al peccato. La linea di confine è molto sottile, e non è facile stabilire una regola assoluta per ogni individuo. Ci sono uomini in grado di resistere alle tentazioni senza troppe difficoltà; altri, invece, che sono estremamente vulnerabili, ed ogni circostanza può diventare per loro un pericolo.
Ci sono, comunque, situazioni differenti per gli uni e per gli altri. Normalmente, per un uomo sposato che ha una vita sessuale soddisfacente con la propria moglie, è meno pericoloso affrontare le tentazioni ordinarie. Mentre per chi, pur essendo sposato, non ha una buona vita sessuale con la propria moglie, diventa più difficile evitare le tentazioni. Ma il rimedio è di considerarle come pestifere per la propria vita.
In ogni caso, gli uomini sposati che si ritrovano ad affrontare le tentazioni, non hanno scusanti, avendo un mezzo legittimo e naturale: la propria moglie. Mentre coloro che sono “single” si trovano a combattere un’interrotta ed estenuante battaglia contro i desideri sessuali.
Nella società provocatoria in cui viviamo, a prescindere dalla nostra maturità spirituale, dobbiamo guardarci dall’esporci deliberatamente alla tentazione.

Per le persone “single” e non, la risposta è quella data da Paolo al giovane Timoteo: Or fuggi le passioni giovanili, ma persegui la giustizia, la fede, l'amore e la pace con quelli che con cuore puro invocano il Signore. (2 Tim. 2:22)
Fuggire è un atto estremo da fare, ma esiste una cura preventiva: la preghiera e la lettura della Parola di Dio. Questi elementi, assieme allo Spirito Santo, creano e trasferiscono al cuore di ogni credente il “timore di Dio”, freno irresistibile ad ogni tentazione.
Se stai combattendo una battaglia contro la concupiscenza solo con le tue forze, la perderai miseramente. Non chiedere aiuto all’altro sesso, sarebbe un suicidio, non ti appoggiare sulle tue forze o sul tuo discernimento, e non confidarti con gli “amici”, sarebbe pura follia.
Hai bisogno prima di tutto di pregare, di leggere la Bibbia e di una persona dello stesso  sesso che sia più matura spiritualmente, che ti aiuti e ti consigli nel nome del Signore a risolvere il tuo problema.

Vediamo l’esempio di Epafra. “Epafra, che è dei vostri ed è servo di Cristo, vi saluta; egli combatte sempre per voi nelle preghiere, affinché stiate saldi, come uomini fatti, completamente disposti a fare  la volontà di Dio.” (Col. 4:12)
Vogliamo, perciò, fare nostro l’invito dell’apostolo Paolo. (1 Tess. 5:16-18 /  Ef. 6:18)
Trascurare la preghiera assicura la morte spirituale; anche Gesù lo insegnò. Quindi, tornato indietro, trovò i discepoli che dormivano e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vegliare una sola ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione, certo lo spirito è pronto, ma la carne è debole». (Marco 14.37-38)

Dio si serve, ancora, di colui che ama e studia la Sua Parola.
È necessario che la Parola di Dio sia non solo letta, ma anche meditata ed assimilata per fede. Essa deve diventare il nostro cibo e la nostra migliore bevanda spirituale.
Dobbiamo dipendere dalla Sua Parola, perché la nostra fede è basata su di essa.
“La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio.” (Rm. 10:17)
La Bibbia è la rivelazione di Dio all’uomo, ed è necessario che ci atteniamo unicamente ai suoi insegnamenti. Essa ci istruisce, ci esorta a fare la volontà di Dio, corregge il nostro pensiero e la nostra condotta e ci educa alla giustizia. Come i genitori educano i loro figli, allo stesso modo la Parola di Dio educa noi.
“Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia,17 affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.” (2 Tim. 3:16-17)
La Parola di Dio è vivente e, come tale, opera nel cuore di chi crede.
La Parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. 13 E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. (Eb. 4:12-13)
Deve essere letta giornalmente. (Salmo 1:1-2 / 119:97-98).
Deve essere il nostro cibo quotidiano (1 Pt. 2:2-3)
Deve, inoltre, essere letta devotamente (= con affezione, con fedeltà), non con superficialità, come se fosse un romanzo o un libro di avventura! La Parola di Dio merita un sacro rispetto. Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.  (2 Pt. 1:21)
Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai. (Giosuè 1:8)
La Parola di Dio è l’autorità divina che guida la nostra fede ed ubbidienza, e deve essere ricevuta con grande venerazione. Non è solo un libro di meditazioni generiche, ma ha un’autorità sovrana e normativa; è lo statuto del regno di Dio, e in quanto tale, va osservato anche in virtù del patto di fedeltà a Lui giurato con l’atto del battesimo.
La Parola di Dio non è un orologio che ognuno può regolare avanti o indietro a proprio piacimento, ma è come il sole, fedele misuratore dei giorni e del tempo.
L’uomo di cui Dio si serve, predicherà la Parola con fedeltà in ogni tempo, sia che venga  ascoltato o meno.
Quelli ai quali ti mando sono figli dalla faccia dura e dal cuore ostinato, e tu dirai loro: Così dice il Signore, l'Eterno 5 Sia che ascoltino o rifiutino di ascoltare, perché sono una casa ribelle, sapranno tuttavia che c'è un profeta in mezzo a loro .6 E tu, figlio d'uomo, non aver paura di loro e non aver paura delle loro parole, anche se ti trovi attorniato da ortiche e da spine e abiti in mezzo a scorpioni; non aver paura delle loro parole e non spaventarti di fronte a loro, perché sono una casa ribelle 7 Ma tu riferirai loro le mie parole, sia che ascoltino o rifiutino di ascoltare, perché sono ribelli. (Ez. 2:4-7)
Infine, la Parola di Dio deve essere letta sistematicamente, e non a caso. Bisogna investigare le Scritture. Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. 40 Ma voi non volete venire a me per avere la vita. (Gv. 5:39-40)
Ovviamente, poi, la Parola di Dio va vissuta.
È necessario vivere dipendendo dalla Parola di Dio, altrimenti saremo come i farisei, soltanto dei religiosi. (Gc. 1:22-25)
Se non la mettiamo in pratica, la nostra fede risulterà instabile. Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto, che ha edificato la sua casa sopra la roccia. 25 Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa però non crollò, perché era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque invece ode queste parole non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande». 28 Ora, quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle stupivano. (Mt. 7:24-27)
Spesso, si fa un cattivo uso della Bibbia.
Molti la leggono solo quando sono gravemente ammalati, oppure se stanno vivendo grosse difficoltà personali e familiari. Solo in tali circostanze ricorrono alla Parola di Dio. Ma come le pagine di questo meraviglioso libro si ingialliranno, e la polvere si depositerà su di esso, similmente accadrà al cuore di colui che non fa alcuna stima della Parola di Dio.

Alcuni considerano la Bibbia come un feticcio, un talismano, un portafortuna che possiede potere magico contro la sfortuna.
Così, c’è chi va incontro ad un’interrogazione o ad un esame, tenendo stretta la Bibbia al cuore o chi, assalito dalla paura della notte, la mette sotto il cuscino. Questa attitudine non è dissimile da quella mostrata nei confronti dei vari amuleti, a cui la gente superstiziosa attribuisce dei poteri magici.
La Bibbia è fatta di carta, comune a tanti altri libri; è il contenuto che, se letto, accettato, creduto e ubbidito, quale Parola di Dio, genera la fede nei cuori.
Altri ancora utilizzano la Bibbia da cartomanti. Si tratta di quello strano uso che ne fanno coloro che “spaccano la Bibbia”, cioè la aprono a caso e poi (magari ad gli occhi chiusi) puntano il dito su un verso, pensando di aver ricevuto la risposta di Dio ai loro problemi o alle loro scelte.
Questo non è un metodo da utilizzare, perché è molto, e sottolineo molto pericoloso. Evitiamo quest’uso smodato della Bibbia, che somiglia tanto al metodo usato dai cartomanti per conoscere il futuro.
Dio sa come guidarci attraverso la Sua Parola.    

Dio si serve di colui che ha un messaggio di vita per il mondo perduto.
Come figli di Dio siamo i Suoi rappresentanti in questo mondo e dobbiamo renderci conto che il nostro messaggio sarà vita per alcuni e morte per altri. Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; 16 per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose? (2 Co. 2:15-16)

Dio si serve di colui che ha un messaggio da proclamare, che vive questo messaggio e che prega per colui che ha evangelizzato.
In base alla luce che ci circonda (la visione di Dio), abbiamo una visione diversa delle cose; possiamo avere una capacità ridotta e vedere solo ciò che ci circonda, oppure vedere cose più lontane.
La missione della chiesa è rivolta molto lontano “… fino all’estremità della terra”. Tale missione comincia sempre con una chiara visione: tutta l’umanità necessita la salvezza! E, Dio si serve di quelle persone che hanno la sua stessa visione, che si mettono sulla stessa prospettiva di Dio, che sono, quindi, in accordo alla sua Parola.
Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen.
(Mt. 28:19-20)
“Andate…” è un comando preciso, che invita all’azione (non all’immobilismo).
Gesù ne è stato l’esempio, la sua missione fu quella di andare a cercare i perduti. (Lc.19:10)
“Ammaestrando tutti i popoli intorno alla fede, battezzandoli, insegnando”.
Il credente deve avere un messaggio Cristocentrico da annunciare. …perché mi ero proposto di non sapere fra voi altro, se non Gesù Cristo e lui crocifisso. (1 Cor. 2:2)
La Parola di Dio è la base della verità cristiana, essa deve essere applicata alla nostra esperienza e alla nostra condotta. Voi siete la nostra lettera, scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini, 3 essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, che è il risultato del nostro ministero scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, e non su tavole di pietra, ma sulle tavole di un cuore di carne. (2 Co. 3:2-3)
Il messaggio annunciato deve essere proiettato sull’eternità, perché tutti gli uomini sono interessati ad essa. E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio. (Eb. 9:27)
La vita terrena è una preparazione per l’eternità; il messaggio della chiesa e di ogni credente deve riflettere il valore eterno della salvezza, vivendo la vita su questa terra in modo gioioso nell’aspettazione dell’eternità. Tutti ne devono venire a conoscenza.
Il messaggio predicato deve anche dare il senso dell’urgenza. (Eb. 3.7-13)
Nessuno è  padrone del tempo; viene il tempo in cui non ci sarà più opportunità di ascoltare l’evangelo e scampare al giudizio. Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. (Gv. 9:4)


Ancora, Dio si serve di colui che ha fede e si aspetta dei risultati.
Dio si serve di cristiani che hanno fede completa in Lui. Al Signore piacciono i credenti che si accostano a Lui con piena fiducia.
Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano. (Eb. 11:6)
Se abbiamo fede, dobbiamo aspettarci dei risultati. (Dan. 3:17,18 / 23-26)
Spesso, ci troviamo a vivere la nostra vita cristiana senza degli obiettivi spirituali precisi. Se Gesù ci chiedesse ora “Che vuoi che io ti faccia?”, avremo una richiesta pronta da presentare? Non accontentiamoci di proseguire il cammino superficialmente, ma aspettiamoci qualcosa di nuovo, senza perdere di vista il traguardo. (vedi Atti 3:3-8)
Quando crediamo, riponendo piena fiducia nell’opera di Dio, possiamo attenderci dei risultati.


Dio si serve di colui che opera sotto l’unzione dello Spirito Santo.
Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall'alto. (Lc. 24:49)
Poche parole pronunciate sotto l’unzione dello Spirito Santo, valgono più di mille discorsi umani.
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra.” (Atti 1:8)
Dio si serve di credenti che, oltre ad essere stati salvati e battezzati, continuino a vivere la pienezza dello Spirito Santo. “Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù».31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza.” (Atti 4:29-31)
(vedi 1 Co. 2:1-5)

Senza dubbio, il battesimo nello Spirito Santo conferisce un’azione straordinaria e permanente nel credente. Gesù fu il primo a ricevere nella sua persona ed in modo permanente lo Spirito Santo di Dio.
“Come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.” (Atti 10:38)
In seguito, secondo le sue promesse, lo Spirito Santo è sceso su tutti quelli che hanno creduto in Lui. Ogni credente, per mezzo della fede e tramite la preghiera fatta con efficacia, è in grado di ricevere lo Spirito Santo.
Siamo stati sigillati dal suo Spirito! “Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che ci ha unti, è Dio; egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori.” (1Cor. 1:21-22)
Noi abbiamo la stessa unzione di Gesù. “Ma voi avete l'unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. 21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna proviene dalla verità.” (1Giov. 2:20-21)
Probabilmente, se a volte tardiamo a ricevere il Battesimo nello Spirito Santo, significa che le motivazioni del nostro cuore sono sbagliate e non che non crediamo o non preghiamo.
Essere battezzati nello Spirito Santo ed essere ripieni di Spirito Santo, sono due termini per indicare la stessa esperienza.
Con lo Spirito Santo, il termine “pieno” evidenzia lo stato dell’essere. Tutti quelli che hanno ricevuto il battesimo nello Spirito Santo sono stati rivestiti di una potenza straordinaria. (Atti 1:8) Tutti i 120 credenti sull’alto solaio a Gerusalemme ricevettero pienezza di Spirito per poter essere testimoni.
Invece, il termine “ripieno” evidenzia l’agire, cioè l’operare sotto o tramite quella potenza.
Essere “pieni” indica una profonda comunione con Dio.
Essere “ripieni” indica il compimento di atti specifici nel servizio cristiano.
Gli apostoli erano già pieni di Spirito Santo, ma furono di nuovo riempiti per proclamare la Parola con ogni franchezza, operando segni e prodigi sotto l’unzione. (Atti 4:29-31)
Ecco perché Paolo esortava i credenti di Efeso ad essere ripieni di Spirito. (Ef. 5:8)
L’origine del verbo greco “Plerousthe”  indica un presente progressivo.
L’unzione è la manifestazione operante dello Spirito Santo nel credente, che si manifesta con pienezza nel dono delle lingue; quando il credente sarà ripieno di Spirito, quest’opera sarà manifestata attraverso i suoi frutti.
Solo se lasciamo dimorare costantemente la presenza dello Spirito nelle nostra vite e nei nostri cuori, saremo ripieni di Spirito Santo.
Possiamo anche essere pieni di Spirito e parlare in lingue, ma se subordiniamo l’azione dello Spirito Santo alla nostra volontà, non saremo mai usati da Dio. Egli non può servirsi di credenti i cui cuori sono disubbidienti, ribelli, pigri e legati al peccato. In tal modo, però, contristeremo lo Spirito (Ef. 4:30) e potremo addirittura spegnerlo! (1Tess. 5:19)
Al contrario, subordinando la nostra volontà all’azione potente dello Spirito Santo, opereremo cose straordinarie, fino ad essere strumenti benedetti per benedire.
L’unzione viene donata ai credenti per evangelizzare i perduti. Possiamo vedere come lo Spirito di Dio unse Gesù e i discepoli per evangelizzare.
Gesù: vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:38)
Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi. (Lc.4:18)
Gli apostoli: Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra». (Atti 1:8)
Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza,30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù».31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. (Atti 4:29-31)
Riceviamo l’unzione anche per resistere al nemico. Grazie alla potenza dello Spirito, possiamo resistere nell’ora dell’avversità.
Ma egli, ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio. (Atti 7:55)
Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte. (2 ° Co. 12:9-10)
Attraverso l’unzione dello Spirito, possiamo essere forti nei problemi e nelle debolezze.
Anche Pietro ha conosciuto questo segreto: Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14 Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato. (1° Pt. 4:13-14)
…e lo Spirito di Dio riposa su di voi – Ecco, questa è l’unzione.

Dio si serve di colui che ha discernimento!
Le manifestazioni non dimostrano “automaticamente” unzione.
I movimenti revivalisti, spesso, evidenziano delle manifestazioni strane, a cui attribuiscono il carattere di unzione.
A volte si sono verificate realmente delle strane manifestazioni, poi attribuite a persone imperfette, come se queste avessero un potere divino.
Ciò accade quando Dio opera ed il nemico non ha spazio per agire. Egli non resta inattivo, ma compie delle cose strane per imitare la potenza di Dio. Non a caso Lutero diceva che “satana è la scimmia di Dio”. È necessario dunque, essere vigilanti e fare attenzione.
“E distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, fa' l'opera di evangelista e adempi interamente il tuo ministero.” (2° Tim. 4:4-5)
Il dono del discernimento dello Spirito Santo, deve essere  azionato per esaminare ogni cosa secondo la Parola di Dio (Ef. 5:9,10)  “…ciò che è accettevole al Signore”
È logico che quello che non è comunemente accetto al buon senso, all’etica, a quanto sembra apparenza, imitazione o show e che non è gradito neppure dagli uomini, come potrebbe esserlo per il Signore?”
Tutto quello che viene considerato frutto buono, pur non essendolo, non reca nessun profitto all'uomo, né tanto meno al regno di Dio.
Ma quando l’azione (l’opera) dello Spirito è incontestabile, chi ne viene reso partecipe, ne sperimenta la presenza pacifica, gioiosa e salvifica; inoltre tramite la sua potenza e i suoi miracoli, ognuno ne riceve beneficio e frutto positivo.

L’unzione dello Spirito conduce alla maturità spirituale. (Rm. 8:14) “Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio.”
L’unzione e il riempimento non avvengono mai tramite formule o metodi, e ancor meno tramite imitazioni ed emozioni fine a se stessi.
L’unzione non è un “prodotto” che si può acquistare, ma è la presenza reale del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
L’unzione nella vita delle persone è manifestata dal desiderio grande di vedere le anime salvate; quando il nostro cuore desidererà adorare Dio in spirito e verità, quando ci staccheremo completamente dal modo di vivere di questo mondo, quando il desiderio più grande in noi sarà di astenerci dal male e da ogni apparenza di male, quando i nostri occhi saranno sempre su Gesù senza sentirci mai appagati della sua immagine.

Ne deduciamo, quindi, che :
L’unzione dello Spirito non favorisce il proprio progresso; non serve per confermare le nostre attività né per intrattenere folle curiose.
L’unzione dello Spirito non glorifica l’uomo, ma promuove l’opera di Dio in Cristo a favore dei peccatori, chiamandoli alla salvezza; promuove i doni spirituali, affinché il corpo di Cristo, la Chiesa, sia edificata; promuove la manifestazione delle forze dell’inferno per debellarle, e glorifica Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
L’unzione dello Spirito non è acqua stagnante, ma è come i fiumi d’acqua viva che sgorgano dal seno di quanti amano Gesù. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d'acqua viva». (Gv. 7:38)

Ecco l’uomo o la donna di cui Dio si serve nei momenti di crisi religiose, morali e spirituali.

Pastore Antonio Romeo

Seguici sui social

facebookinstagram

Cerca

Articoli per data

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30