Domenica 13 Marzo 2011 08:06

Fruttiferi nella sofferenza

da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Genesi 41:50-57

Giuseppe, nel suo tempo e percorso di vita, è stato una figura esemplare di come si possono accettare i periodi di sofferenza e umiliazione, ed essere per di più fruttiferi in essi.
Subì ingiustizie, fu accusato ingiustamente e odiato dai suoi stessi fratelli. Dovette affrontare una serie di eventi negativi, che si susseguirono in una rapida ascesa.
Ma Giuseppe, in tutte queste prove, continuava a ricordare le promesse di Dio, i sogni che l'Eterno gli aveva dato, facendo della Parola di Dio il fondamento della sua vita.
Chiamò il primogenito Manasse, avendo dimenticato i dolori del passato, che anzi considerò essere per lui un guadagno. Non visse nell'autocommiserazione, né coltivò uno spirito di vendetta verso i suoi nemici, ma soltanto sentimenti di grazia e misericordia. Furono queste le sue carte vincenti.
Il secondogenito lo chiamò invece Efraim, avendolo Dio reso fruttifero nel paese della sua afflizione. Ripose pienamente la sua fede e fiducia in Dio, che lo faceva prosperare in ogni cosa.
L'Eterno era con lui (Gen 39:21-23). La presenza di Dio nella sua vita fece la differenza in ogni circostanza affrontata, avendo piena consapevolezza che tutto era sotto il controllo e la signoria di Dio. Lo onorò in ogni cosa, considerando perfino il suo lavoro di schiavo una benedizione del cielo, e alla fine Dio lo onorò, pronunciando la sua Parola su quella vita.
Da schiavo fu promosso alla carica di vicerè d'Egitto (Gen 41:40-41), un'ascesa da vero vincitore.

Ultima modifica Martedì 15 Marzo 2011 22:33