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Lunedì 14 Marzo 2011 17:33

I cinque segreti della vita cristiana

Primo segreto: portare frutto.

“Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più.” (Gv 15:2)
“In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli.” (Gv 15:8)
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia.” (Gv 15:16)

Il frutto che il Signore vuole che portiamo si presenta sotto varie forme.
Innanzitutto nella conquista di anime, aiutandole poi a crescere.
“Il frutto del giusto è un albero di vita, e chi fa conquista di anime è saggio”. (Pr.11:30)
“E Gesù disse loro: «Seguitemi, e io vi farò diventare pescatori di uomini».” (Mc 1:17)
Per portare frutto, però, dobbiamo restare uniti a Lui.

In secondo luogo il frutto si manifesta nel perseguire la santificazione. Essa permette di vedere la bellezza ed il carattere di Cristo nella nostra vita quotidiana.
“Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio.” (2 Co. 7:1)
Ancora il frutto è rappresentato dalla condivisione della comunione fraterna, occasione di arricchimento e completamento personale sempre maggiore.
“Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune.” (At. 2:44) Il credente non può tenere egoisticamente per se ciò che ha ricevuto; se dimora nella vite, non può fare a meno di dare!
È necessario, ancora, portare frutto in ogni buona opera, creata e preparata su misura per ogni credente.
“Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.” (Ef. 2:10)
Un altro frutto, si manifesta nella lode e nel ringraziamento a Dio.
“Per mezzo di lui dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.” (Eb 13:15)

Secondo segreto: dimorare in Cristo.

“Dimorate  in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. 5 Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto.” (Gv 15:4-7)
Gesù usa la parola dimorare almeno dodici volte nel cap. 15 di Giovanni, per sottolineare che il vero frutto spirituale è prodotto dal nostro dimorare in Cristo.
Il fine del frutto spirituale, è sempre per glorificare Dio.
Quando Dio opera in noi, noi di conseguenza agiamo.
“Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito.” (Fl 2:12,13)
Ma come possiamo dimorare in lui? Dedicando del tempo al Signore, stando in comunione con Lui e meditando la Sua Parola.
Quanto alla meditazione della Parola, vi è scritto: “ Beato l'uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte.” (Sal 1:1-2)
“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto.” (Gv 15:7)

Riguardo alla preghiera, è importante imparare a pregare con la Bibbia!
“Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 E se sappiamo che egli ci esaudisce in qualunque cosa gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chiesto.” (1Gv 5:14,15)
La preghiera rappresenta il nostro termostato spirituale. Sappiamo di dimorare in Cristo se portiamo frutto in modo permanente.
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia.” (Gv 15:16)

Dimoriamo in Cristo se ci lasciamo potare.
“… ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più.”(Gv 15:2)
Dimoriamo in Cristo quando ci rendiamo conto di dipendere da lui.
“… chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.” (Gv 15:5)
Dimoriamo in Cristo quando Dio risponde alle nostre preghiere.
“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto.” (Gv 15:7)
L'amore verso i nostri fratelli, è un altro segno del dimorare in Cristo.
“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.”(Gv 15:12)
Anche il nostro sacrificarci per gli altri attesta che dimoriamo in Cristo.
“Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici.” (Gv 15:13)
Quando dimoriamo in Cristo, la sua gioia regna in noi.
“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena.” (Gv 15:11)
Quando non dimoriamo in Cristo, il primo sintomo visibile è la mancanza di gioia. A questa, poi, segue la mancanza della preghiera e della lettura della Parola.

Il terzo segreto della vita cristiana è l'ubbidienza.

(Gv 15:10-14) “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena. 12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. 13 Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. 14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.”
La disubbidienza dell’uomo ha prodotto l'entrata del peccato nel mondo.
(Ga. 6:7-8) “Non v'ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l'uomo semina quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.”

Ma spesso accade anche che, pur ubbidendo alla Parola, dobbiamo fronteggiare numerosi problemi. Questo risvolto rientra nella norma fin quando resteremo su questa terra, ma ci porterà alla fine a godere di grandi benedizioni.
(At. 16:9) “Durante la notte apparve a Paolo una visione. Gli stava davanti un uomo Macedone, che lo supplicava e diceva: «Passa in Macedonia e soccorrici».”

(At. 16:22-23) “Allora la folla insorse tutta insieme contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero frustati. 23 E, dopo averli battuti con molti colpi, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di tenerli al sicuro.”

L’obbedienza coinvolge la volontà.
Dimorare e obbedire alla volontà di Dio, significa sottomettere la nostra volontà alla Sua!
Il fulcro della vita cristiana è proprio l'obbedienza. “… non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo. ”(Ef. 6:6)
Il tipo di obbedienza che Dio richiede lo troviamo in Gv.15:10: “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore”.
(Gv. 6:38) “…  perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.”

(Gv. 5:30) “Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.”

(Sl. 40:8) “DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore.”

Nulla può sostituire l’obbedienza! Samuele disse: “«Gradisce forse l'Eterno gli olocausti e i sacrifici come l'ubbidire alla voce dell'Eterno? Ecco l'ubbidienza è migliore del sacrificio, e ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni.”  (1 Sa. 15:22)

Solo la nostra ubbidienza totale ed incondizionata, farà sprigionare una potenza straordinaria.

Quarto segreto: amare Gesù.

Il segreto dell’ubbidienza è proprio nell'amare.
Esistono tre livelli di obbedienza:  
Il primo è quello del timore. Si ubbidisce a Dio solo per dovere, sapendo che alla  disubbidienza volontaria seguirà il giudizio ed il castigo.
Il secondo, riguarda la convenienza o meglio tornaconto personale. Questa è un'ubbidienza  puramente egoistica. “ Allora Pietro gli rispose, dicendo: «Ecco, noi abbiamo abbandonato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?».” (Mt 19:27)
Ed è per di più un'obbedienza misurata sul piano contrattuale, si obbedisce nella misura di quello che Dio ci dona (se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te); se invece le cose non vanno nel modo da noi desiderato, reagiamo contro di lui. (Tu non hai dato a me, io non do niente a Te)
Questo tipo di ubbidienza è dissacrante! Significa portare Dio al nostro livello, costringerlo alla nostra volontà e non viceversa…!
Il terzo livello riguarda invece l'Amore. L'ubbidienza in tal caso scaturisce dall'amore nutrito nei suoi confronti. (Gv. 14:15) “Se mi amate, osservate i miei comandamenti.”
L’amore si concentra sul donatore e non sul dono! (Gb. 13:15) “Ecco, egli mi ucciderà, non ho più speranza, tuttavia difenderò in faccia a lui la mia condotta.”
(Ge. 29:20) “Così Giacobbe servì sette anni per Rachele; e gli parvero pochi giorni, per l'amore che le portava.”
L’amore non calcola il sacrificio. (Gv. 15:13) “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici.”
Dio vuole un'ubbidienza che parte dal cuore. Egli ci ordina di amarlo!

Quinto segreto: conoscere Gesù.


Quanto più lo conosceremo, tanto più lo ameremo. Con la conversione, si ha una prima conoscenza di Gesù, che poi aumenta nel processo di crescita in grazia ed in conoscenza. (2 Pt. 3:18) “Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo.”

Possiamo conoscerlo, innanzitutto, coltivando la comunione giornaliera con lui.
Più lo conosceremo, più sentiremo il desiderio di diventare simili a lui. Inoltre, conoscendo meglio Gesù, conosceremo di riflesso meglio noi stessi, permettendo al Signore di chiamarci amici e non  più servi.
(Gv. 15:15) “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio.”

Il termine che Gesù usa per “amici”, nella letteratura greca equivale a “confidenti di corte”. Noi siamo amici del Re! Egli vuole condividere con noi la Sua persona e i Suoi piani. Ed abbiamo il privilegio di  rivolgerci a lui, parlargli e ascoltarlo.

Possiamo conoscerlo avendo comunione con gli altri.
Avere comunione con gli altri, quindi, ci aiuta a conoscere meglio Gesù Cristo. E nella misura in cui l'amore  verso Cristo crescerà, il nostro amore verso gli altri sarà purificato dall’egoismo.

“E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 3 Infatti, per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno che si trovi fra voi di non avere alcun concetto più alto di quello che conviene avere, ma di avere un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha distribuito a ciascuno.” (Ro. 12:2,3)


I credenti di successo di tutte le età, hanno imparato questo segreto. Se si vuole portare frutto per il Signore, bisogna trascorrere del tempo con lui ogni giorno.
Questo richiede disciplina.
Quando ti svegli, affida a lui il tuo corpo, la tua mente, affinché sia rinnovata dalla Sua Parola. Concedi del tempo a Dio per parlarti. Prega e sottomettiti a lui, dicendogli di operare attraverso la tua vita. Prega in modo sistematico, presenta a Dio il tuo cuore. Adoralo, stai anche in silenzio davanti alla sua presenza.
Se dimori in lui tutto il giorno, Egli potrà operare in te e attraverso di te, e solo così porterai frutto.


Per concludere, analizzando a ritroso i cinque segreti della vita cristiana, si può sviluppare il seguente pensiero.
Più conosciamo Dio, più lo amiamo.
Più lo amiamo,più gli rendiamo l'ubbidienza.
Più gli ubbidiamo, più dimoriamo in lui.
Quanto più dimoriamo in lui, maggiore sarà il frutto.

I Segreto: Portare frutto
II Segreto: Dimorare
III Segreto: Obbedire
IV Segreto: Amare
V Segreto: Conoscerlo

In tal modo, sperimenteremo la vera vita cristiana!

“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia.” (Gv. 15:16)

Grazie Gesù per avermi scelto.

Pastore Antonio Romeo

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