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Giovedì 23 Dicembre 2010 08:47

Come abbattere le fortezze

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Nella vita di fede incontriamo fortezze che sembrano impossibili da abbattere.

Gerico era una fortezza; Giosuè stava proprio considerando questo quando il Signore gli apparve. Le porte di Gerico erano chiuse, nessuno poteva entrare o uscirne. Il Signore permise a Giosuè di conoscere in anticipo degli eventi che sarebbero accaduti.

Tutti i cristiani affrontano delle “fortezze”, le quali si rivelano ostacoli al progresso spirituale.

Dio aveva in programma di portare il Suo popolo in Canaan, ma prima dovevano abbattere le fortezze di Gerico.

Gli abitanti di Gerico credevano di essere invincibili, erano tranquilli all’interno della fortezza, e gli israeliti dal canto loro, non avevano nessuna esperienza d'irruzione in una fortezza, dunque, avrebbero potuto abbandonare l’impresa.

Ma il proposito di Dio è quello di condurre i suoi figli ad abbattere le fortezze, bisogna, però, seguire le sue istruzioni.

Dio dà a Giosuè istruzioni dettagliate: per sei giorni lui ed i suoi soldati avrebbero dovuto marciare attorno alla città. L’arca sarebbe dovuta stare in una posizione precisa, e con essa sette sacerdoti avrebbero dovuto suonare sette trombe. Il settimo giorno ci sarebbe stato un lungo squillo di tromba seguito da un forte grido e le mura della fortezza sarebbero crollate.

Giosuè doveva ubbidire alle istruzioni, ci sarebbero voluti sette giorni, le mura non sarebbero cadute il primo giorno.

L’arca, simbolo della presenza e maestà di Dio, era in una posizione importante, le trombe parlano di avvertimento e dell’intervento di Dio. Era Dio stesso che stava dando Gerico al Suo popolo.

Il grido era un grido di trionfo!

La prevalenza del numero sette enfatizza che ogni cosa era fatta perfettamente nella volontà di Dio. Per far cadere quella grande fortezza, non furono usate armi potenti, non furono scavate gallerie sotto le mura, non fu nemmeno necessario un assedio prolungato, ma solo una settimana di ubbidienza a Dio. La fortezza fu abbattuta con insolita facilità.

Dio richiede una semplice ubbidienza a delle semplici istruzioni. I metodi di Dio a volte sono strani e incomprensibili al raziocinio umano. Spesso, tali metodi si rivelano insoliti:

  • Un generale lebbroso, per essere guarito, deve semplicemente lavarsi sette volte nel fiume Giordano.

  • Dei pescatori dovevano gettare le reti all’altro lato della barca per pescare i pesci.

  • Pietro andò a trovare i soldi per la tassa del Tempio in bocca ad un pesce.

Tuttavia, benché Dio usi metodi semplici e insoliti, Egli non compie nessun'opera senza servirsi di attrezzi umani.

Giosuè deve solo ubbidire a ciò che Dio gli dice di fare, ed egli confida in Dio con perseveranza.

Giosuè fa ciò che l’angelo gli dice proprio grazie alla sua fede e alla sua perseveranza. Lo scrittore agli Ebrei ci ricorda l’elemento della fede nella vittoria di Gerico (Eb 11:30).

Attraverso l’ubbidienza della fede, le mura di Gerico caddero senza grandi sforzi, non ci volle nessuna battaglia potente, nemmeno un’israelita fu ferito.

Le armi della nostra guerra sono potenti per abbattere qualunque fortezza, (2 Co. 10:4) “Infatti, le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti”. Queste potenti fortezze si possono abbattere con le armi spirituali.

La semplice ubbidienza alla volontà di Dio, la semplice e persistente fede, la semplice preghiera, la semplice sottomissione al Signore, E TUTTE LE FORTEZZE DEL MONDO CADRANNO!

Dio ci benedica, Pastore Antonio Romeo

Ultima modifica Giovedì 23 Dicembre 2010 08:54

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