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Giovedì 16 Dicembre 2010 19:21

La presenza di un velo nelle nostre vite

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Sempre indugiamo ad entrare nel luogo Santissimo, anche quando nulla da parte di Dio ci impedisce di entrarvi. La risposta che si da in genere è che siamo "freddi", ma non è sufficiente. C'è qualcosa di più serio della freddezza di cuore, qualcosa che potrebbe essere dietro a quella freddezza ed essere la causa della sua esistenza. Che cos'è? Cosa se non la presenza di un velo nei nostri cuori? Un velo non rimosso come lo è stato il primo, ma che resta lì, continuando ad oscurare la luce e a nasconderci la faccia di Dio.

E' il velo della nostra natura carnale e decaduta che continua a vivere dentro di noi senza essere giudicato, senza essere crofisso, senza essere ripudiato.
Questo velo opaco non è troppo misterioso nè è difficile da identificare. Non dobbiamo fare altro che guardare dentro ai nostri cuori e lo vedremo lì, forse rattoppato e riparato, ma ciò nonostante un nemico per le nostre vite e un blocco efficace per il nostro progresso spirituale. Esso può essere rimosso soltanto attraverso un'esperienza spirtuale. Deve esserci un'opera di distruzione compiuta da Dio prima che siamo liberi. Dobbiamo invitare la croce a compiere la sua opera di morte dentro di noi. Dobbiamo portare i peccati del nostro IO alla croce affinchè siano giudicati.

Ci dobbiamo preparare per una prova di sofferenza simile in quache misura a quella attraverso la quale il Signore Gesù passò quando soffrì sotto Ponzio Pilato. Nell'esperienza umana quel velo è fatto di un vivente tessuto spirituale; esso è composto dalla sensibile stoffa di cui è fatto il nostro intero essere, e toccarlo significa toccarci dove fa male. Strapparlo via significa ferirci, colpirci, farci sanguinare. Dire altrimenti significa non fare affatto della croce una croce e della morte una morte. Non è mai uno scherzo morire. SQUARCIAMO IL VELO DA NOI STESSI! Dio fa tutto per noi, noi dobbiamo confessare, abbandonare, ripudiare la vita dell'io e poi considerarla crocifissa. Ma dobbiamo stare attenti a distinguere una pigra "accettazione" dall'opera reale di Dio. Non osiamo riposare soddisfatti per un'elegante dottrina di autocrocifissione. Insistete affinchè l'opera del Signore sia fatta in verità, e sarà fatta! La croce è rozza ed è mortale , ma è efficace. Essa non lascia appesa la sua vittima per sempre. Giunge il momento in cui la sua opera è compiuta e la vittima sofferente muore. Dopo di ciò viene la gloria e la potenza della risurrezione e il dolore viene dimenticato per la gioia che il velo è stato tolto e che siamo entrati in una reale esperienza spirituale del Dio vivente.

"Signore quanto eccellenti sono le Tue vie e quanto tortuose e oscure sono le vie dell'uomo. Mostraci come morire, affinchè possiamo risorgere a novità di vita. Squarcia il velo della vita del nostro io da cima a fondo, come hai squarciato il velo del tempio. Desideriamo avvicinarci a Te in piena certezza di fede. Desideriamo dimorare con te nell'esperienza quotidiana, qui su questa terra, così che possiamo essere abituati alla gloria quando entreremo nel Tuo cielo per dimorare lì con Te. Nel nome di Gesù. Amen

A.W.Tozer

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