Mercoledì 08 Dicembre 2010 16:30

Quando si diventa maggioranza

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1 Re 18:19-22 - 19 Perciò ora manda a chiamare tutto Israele presso di me sul monte Karmel, insieme ai quattrocentocinquanta profeti di Baal e ai quattrocento profeti di Ascerah che mangiano alla mensa di Jezebel». 20 Così Achab mandò a chiamare tutti i figli d'Israele e radunò i profeti sul monte Karmel. 21 Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l'Eterno è DIO, seguitelo; ma se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non rispose parola. 22 Allora Elia disse al popolo: «Sono rimasto io solo dei profeti dell'Eterno, mentre i profeti di Baal sono in quattrocentocinquanta.

I figli di Dio in ogni epoca, in ogni società, ma soprattutto in tempi di grande apostasia, sono chiamati a schierarsi per la verità di fronte a una maggioranza che si oppone a essa con tutte le sue forze. Quelli che lo fanno, spesso si sentono soli e isolati anche in mezzo al popolo di Dio. Di questa realtà, la Bibbia non ne fa un mistero anzi, parla di un residuo, di una minoranza che, come ai tempi di Elia, quei settemila che non avevano piegato le loro ginocchia davanti a Baal. (cfr. 1Re 19:18 – Romani 11:4-5) 1 Re 19:18 - Ma ho lasciato in Israele un residuo di settemila uomini, tutti che non hanno piegato le loro ginocchia davanti a Baal e che non l'hanno baciato con la loro bocca»

Romani 11:4-5 - 4 Ma che gli disse la voce divina? «Io mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal». 5 Così dunque, anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo secondo l'elezione della grazia.

Sì, settemila non avevano piegato le loro ginocchia davanti a Baal ma, per Elia, sembrava come se fosse rimasto l’ultimo e l'unico baluardo a difesa della verità. Tutti gli altri profeti erano stati o uccisi o ridotti a uno stato d’inattività. Elia si trovò da solo in piedi sul Monte Carmelo ad affrontare le centinaia di profeti che appartenevano al culto idolatrico di Baal.

Umanamente parlando sono molte le circostanze in cui, come credenti, ci sembra di essere soli. Dobbiamo ricordare però, come ha fatto Elia, che quando siamo schierati per il Signore siamo la maggioranza, perché con noi c’è l'Onnipotente Infinito Iddio "l’Eterno degli eserciti" e la sua miriade di angeli. (cfr. 2 Re 6:15-17)

Elia sapeva, in quella circostanza, di non essere solo!

Questo è un tempo in cui il corpo di Cristo ha bisogno di uomini e donne come Elia. Ci sono delle brecce enormi aperte nelle mura della nostra nazione e della società. Sono brecce aperte nel muro dei valori biblici e della nostra eredità cristiana che il nemico sta cercando di distruggere con tutte le sue forze. Dio sta chiamando fuori dal suo popolo un residuo che stia sulla breccia a difesa della verità e che non s’inginocchierà mai davanti all’apostasia e all’idolatria dei nostri tempi.

Nel libro del profeta Ezechiele è scritto, " Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi, ma non l'ho trovato." (Ez. 22:30).

La domanda di Elia

Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l'Eterno è DIO, seguitelo; ma se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non rispose parola. (1Re. 18:21)

Nel versetto 21 vediamo una delle questioni chiave del nostro tempo: l'instabilità e l’indecisione.

Quel “tentennare” fa riferimento all’instabilità di una persona a causa della sua indecisione. Chiaramente, quelle persone erano divise tra fede e impegno per il Signore e fede e impegno per il culto idolatrico di Baal.

Allo stesso modo oggi, molti credenti tendono a condurre una vita in una certa misura doppia. Essi vanno in chiesa la Domenica, ma per il resto della settimana sono dominati da altri amori, altre preoccupazioni, altri impegni! Sentono allo stesso tempo l’abbraccio di Dio nei loro cuori e l'amore per il mondo. Come un ventaglio che oscilla avanti e indietro, sono indecisi perché stanno cercando di amare Dio e il mondo allo stesso tempo.

L’indecisione ci lascia spiritualmente e moralmente zoppi e instabili in tutte le nostre vie.

La domanda di Elia però, come del resto tutta la Scrittura, è perentoria e richiede una risposta e una decisione definitiva.

La Scrittura infatti, a questo proposito, è molto chiara:

Matteo 6:24- "Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona."

Matteo 12:30- "Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde."

Il silenzio

Il testo continua e dice " Il popolo non rispose parola."

Di fronte a questa sfida, il popolo rimase senza parole. Non c'era spazio per l'auto-giustificazione.

Ancora oggi, non vi è alcun argomento, nemmeno uno che abbia senso, contro l'impegno totale della nostra vita al servizio del Signore. Qualsiasi altra decisione è un’assurdità. È assurdo alla luce di chi è Dio, e di ciò che Egli ha fatto per noi in Cristo, vivere una vita senza un impegno totale a Lui e non c'è nulla di più patetico che vedere un figlio di Dio, vacillare tra due opinioni, diviso tra un impegno di vita al Signore, e cercando la felicità negli dèi di questo mondo.

Che diremo dunque riguardo a queste cose?
Se ci schieriamo per Dio, anche se soli, siamo in maggioranza; e anche se eserciti e nazioni si levassero contro di noi, saremo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:31-39)

Anz. Ciro Varchetta

Ultima modifica Venerdì 17 Giugno 2016 11:37