da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Luca 23.42-43
da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Luca 23.34
da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: 1 Samuele 30.1-8

La lettera ai romani scritta dall'apostolo Paolo, era indirizzata ai credenti di Roma convertitisi a Cristo. Egli ancora non aveva avuto l'opportunità di incontrarli di persona, infatti in Romani 1:11 afferma: "....io desidero grandemente vedervi..". Inoltre egli aveva persino udito che la loro fede era pubblicata in tutto il mondo (Romani 1:8), pertanto il suo desiderio era di comunicare qualche dono spirituale affinchè in tal modo fossero fortificati. L'apostolo però prima di giungere al cap. 5, ossia alla giustificazione dell'uomo dinanzi a Dio per mezzo di Gesù Cristo, informa i romani della condizione dei pagani, che pur avendo conosciuto Dio (probabilmente ai tempi di Giobbe) non l'hanno adorato come Dio, mutando di fatto la sua immagine con oggetti visibili e tangibili, sprofondando così nell'idolatria, con la tragica conseguenza dell' abbandono di Dio.

“Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand'è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami» Matteo 13:31-32.
L’opera di Dio è qui paragonata ad un granello di senape. Esso è così insignificante, eppure in Zaccaria 4:10 è scritto: “Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose?”. Un granello di frumento, un qualcosa di così irrisorio, ma non sarà né il terreno (come nella parabola del seminatore), né il nemico (come nella parabola della zizzania) ad impedirne la crescita.

“Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell'Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato. Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro e Giacomo, Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d'Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui” Atti 1:12-14.
Il desiderio di ogni credente, membro di una chiesa, è crescere e raggiungere traguardi di maturità spirituale sempre più elevati di comune accordo alla famiglia dei santi. La chiesa degli Atti offre un buon esempio a riguardo. La chiesa primitiva aveva delle caratteristiche ben precise, alcune delle quali sono prettamente indicate nel verso 14 sopra menzionato. Il termine “tutti” riporta alla mente il concetto di unità.

La Pasqua è alle porte...
Si festeggia e si trascorre del tempo in famiglia, ma qual è il significato autentico di questa festività, e quale sentimento invece anima le persone, un vero spirito religioso o una semplice tradizione popolare?
In un tempo in cui si oscilla tra paganesimo e religiosità, tra sacro e profano, tra autenticità e sterile imitazione, se vuoi trovare delle risposte concrete e certe alle tue domande, partecipa al seminario che si terrà
sabato 31 marzo alle ore 18:30
presso la Chiesa Cristiana Evangelica “Pentecostale”
di via Casacelle (Giugliano), in cui si metterà in luce il vero significato della Pasqua, nella duplice accezione di Pasqua Ebraica e Cristiana, incentrata sulla morte e risurrezione di Cristo. È una serata diversa all'insegna anche della cultura, quella vera fornita dal manuale dotto per eccellenza quale è la Parola di Dio.