Da: pastore Antonio Romeo | Scritture: Luca 19:1-10
Da: Pastore Antonio Romeo | Scritture:
Da: Pastore Antonio Romeo | Scritture: Luca 13:6-9
Dal 31 maggio al 2 giugno 2013, presso l'Hotel Holiday Inn di Castel Volturno (CE), si...

La vite e i tralci “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa” Giovanni 15:1-11.

“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all'apparire dell'alba; quando quest'uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la giuntura dell'anca, e la giuntura dell'anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. E l'uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l'alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!» L'altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Giacobbe». Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto». Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello rispose: «Perché chiedi il mio nome?» E lo benedisse lì. Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata». Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall'anca” Genesi 34:24-31.

“Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere.” (1 Corinzi 10:13).
La fedeltà è uno degli attributi morali di Dio che lo contraddistinguono, come per esempio: “Dio è amore”, “Dio è buono”, “Dio è santo”, ecc.
Nel testo che leggiamo, la fedeltà è messa in relazione al rapporto che Lui ha nei confronti dei Suoi figli, in virtù di una promessa.
Egli non permetterà mai (al tentatore, il diavolo) che la tentazione vada al di là delle nostre forze.
Inoltre, dobbiamo tenere ben presente che non è, quindi, Dio a tentarci, anche perché è scritto: “ Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno.”(Giacomo 1:13).
Il verso di 1 Corinzi, comunque, mette in gioco tre cose: “ci sono delle tentazioni”, “Dio è fedele” e “la tentazione non andrà oltre le nostre forze”.
Infatti, il credente è sottoposto ogni giorno alle tentazioni, ma ciò non può e non deve scoraggiarci, poiché, appunto, “Dio è fedele”!

“Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche: ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa. Le bestie dei campi, gli sciacalli e gli struzzi mi glorificheranno, perché avrò dato l'acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dar da bere al mio popolo, al mio eletto. Il popolo che mi sono formato proclamerà le mie lodi” Isaia 43:18-21.
Il testo che abbiamo appena letto è tratto dal libro del profeta Isaia, il maggiore nonché il primo libro profetico, scritto dallo stesso nel 700 a.C circa, e ricopre un periodo di tempo di quasi 200 anni, ecco perché alcuni credono che non sia stato il solo Isaia a scriverlo. Da molti studiosi definito il “quinto vangelo”, da altri ancora come la sintesi per eccellenza di tutta la Bibbia in virtù della sua composizione (66 capitoli come 66 sono i libri della Bibbia, divisi teologicamente in 39 capitoli legati al vecchio patto proprio come 39 sono i libri dell’Antico Testamento, e 27 capitoli legati alla realtà del nuovo patto come 27 sono i libri del Nuovo Testamento. E’ dal capitolo 40 che infatti si parla in chiave profetica di Gesù). Il nome Isaia significa YHWH E’ SALVEZZA, e non a caso l’autore descrive i fatti accaduti in un periodo in cui sul popolo incombe un’oppressione politica, sociale e culturale, per cui c’è un bisogno urgente di salvezza da parte di Dio.